Osimhen e quella promessa per il futuro: "La Juventus? Il novanta per cento dei calciatori vorrebbe giocarci, per me sarebbe un privilegio"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sorteggio di Nyon, quello che per la Juventus ha significato pescare il Galatasaray agli spareggi per gli ottavi di Champions League, ha riportato Victor Osimhen a Torino, città che avrebbe potuto abbracciare già la scorsa estate. L’attaccante nigeriano, ieri sera in conferenza stampa alla vigilia del match di ritorno che si disputerà all’Allianz Stadium, non ha usato giri di parole nel descrivere il suo rapporto con i colori bianconeri, ammettendo senza troppe reticenze quanto sarebbe stato – e sarebbe – affascinante vestire quella maglia. “La Juventus”, ha esordito il bomber classe ’98 di fronte ai giornalisti accreditati, “è uno dei club più importanti al mondo, una società intrisa di storia e con leggende che ne hanno segnato il percorso”. Un preambolo, il suo, che sapeva molto di dichiarazione d’amore a distanza, se si considera che pochi mesi fa, prima che la sua avventura in Turchia prendesse forma, i contatti con l’allora dirigenza bianconera erano stati concreti. “Quando me ne parlarono, io ero desideroso di approdare alla Juve – ha rivelato Osimhen – ma poi sopraggiunsero alcuni ostacoli e l’affare non si concretizzò”. Ecco, allora, che la domanda sul futuro, sul se e quando potrebbe materializzarsi un simile trasferimento, è sorta spontanea nell’aula stampa dello Stadium. “In futuro”, ha proseguito il nigeriano, “se dovesse ripresentarsi l’opportunità… beh, ci sono diversi club in cui mi piacerebbe giocare, ma farlo per la Juventus rappresenterebbe l’ideale per un calciatore, un privilegio”.

Il presente si chiama Galatasaray, ma il cuore resta legato a Napoli e a Kvaratskhelia

Tuttavia, se il domani è un libro tutto da scrivere, il presente di Osimhen ha tinte giallorosse e un obiettivo chiarissimo: ribadire il dominio turco in Europa dopo il roboante 5-2 dell’andata. “La partita di domani è molto importante e tutti noi lo sappiamo – ha continuato l’attaccante, schermando con professionalità le sirene di mercato – sappiamo di dover giocare contro una squadra forte, con calciatori di qualità, ma noi non li sottovalutiamo, abbiamo esperienza per affrontarli e vogliamo giocare come abbiamo fatto a Istanbul”. Una partita, quella d’andata, in cui lui non andò nemmeno a segno, dimostrazione, secondo il diretto interessato, che la pericolosità del Galatasaray non si esaurisce nella sua persona. “Non sono l’unico che può arrecare danni – ha specificato – in Turchia abbiamo segnato cinque gol e io non ho segnato, quindi la minaccia arriverà dall’intera squadra”. Tra i temi toccati durante l’incontro con la stampa, non poteva mancare un riferimento alla sua ex squadra, quel Napoli con cui ha vinto lo scudetto e che ha lasciato un segno indelebile nella sua carriera. Osimhen ha svelato di essere ancora in contatto con alcuni dei suoi vecchi compagni, in particolare con uno di loro. “Sì, sono ancora in contatto con alcuni giocatori del Napoli – ha ammesso – e parlo spesso con Kvara, con Kvaratskhelia”. Un nome, quello del georgiano, che riecheggia in queste ore anche per le voci di un suo possibile rinnovo contrattuale, ma che per Osimhen rappresenta semplicemente un amico e un ex compagno con cui confrontarsi.

Quel novanta per cento che sogna la Signora e le parole di Spalletti alla vigilia

Le dichiarazioni del nigeriano, riprese dalle principali testate sportive italiane come Tuttomercatoweb e CalcioNapoli24, hanno inevitabilmente catalizzato l’attenzione, quasi oscurando la vigilia di una partita che per i padroni di casa rappresenta una vera e propria prova del fuoco. Luciano Spalletti, dal canto suo, ha provato a tenere alta la concentrazione, parlando di “disprezzo” da accettare e della necessità di comporre una partita che non si gioca solo con i piedi ma anche con il cuore e con l’apporto del pubblico -4-9. Ma il pensiero correva anche a ciò che ha rappresentato Osimhen, suo giocatore ai tempi di Napoli, e a come contenerlo domani sera. Osimhen, dal suo punto di vista, ha voluto rimarcare un concetto universale, quasi sociologico, applicato al calcio: l’appeal della Juventus. “Il novanta per cento dei calciatori al mondo vorrebbe giocare nella Juventus – ha sentenziato il nigeriano, usando una percentuale che lascia poco spazio all’interpretazione – quindi io cosa posso dire? Sarebbe un privilegio, ma ora sono felicissimo qui, amo moltissimo il Galatasaray e darò sangue e sudore per questo club”. Un’uscita che profuma di rispetto verso i tifosi che attualmente lo sostengono, ma che non chiude certo la porta a un futuro in Serie A con la maglia bianconera, anzi, la spalanca. Del resto, già nei giorni scorsi un suo intervista alla Gazzetta dello Sport aveva fatto discutere, e queste nuove parole in terra piemontese non potranno che alimentare le speculazioni sul suo conto.

Un incubo per i difensori e la promessa di battaglia all’Allianz Stadium

Prima di lasciare la sala stampa, Victor Osimhen ha voluto lanciare un messaggio chiaro a Bremer e a tutti i difensori che proveranno a marcarlo domani sera. “I difensori, nel momento in cui devono affrontare Osimhen, sanno che sarà un incubo per tutti loro – ha affermato con la sicurezza di chi è tornato a grandi livelli dopo l’infortunio – io mi aspetto questo atteggiamento in ogni partita che giocherò, so che cercheranno di limitare me e la squadra, ma io sono pronto a dar filo da torcere a tutti”. Una dichiarazione di intenti che non lascia spazio a dubbi sul suo approccio alla gara, nonostante il cospicuo vantaggio accumulato all’andata. Il bomber nigeriano ha infatti respinto al mittente ogni ipotesi di rilassamento, sottolineando che la squadra non deve sentirsi troppo tranquilla per il 5-2 dell’andata: “Siamo consapevoli di aver vinto la prima partita, ma anche che l’avversario è la Juventus – ha concluso – non abbiamo paura di loro, li rispettiamo, ma siamo pronti ad aspettarli”. Parole che suonano come un monito per Spalletti e i suoi, costretti a inseguire un passivo pesantissimo contro un centravanti che, pur con la testa a Istanbul, non ha nascosto di vedere Torino e la Signora come una delle possibili, desiderabili, tappe future della sua carriera.

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