Aryna Sabalenka, la pressione è un privilegio che conduce alla storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre la folla, un fiume in piena che si riversa nei corridoi del Billie Jean King National Tennis Center, si accalca all'ingresso dell’Arthur Ashe Stadium, poche notano la targa posta sulla destra, quasi un monito riservato a quelle poche elette che hanno il diritto di varcare quella soglia. Vi è inciso il motto più scarno dei quattro Slam, «La pressione è un privilegio», che Billie Jean King coniò per trasformare il peso dell’aspettativa in un dono. Non è una riflessione filosofica, bensì un crudo dato di fatto che Aryna Sabalenka, la tigre di Minsk, ha fatto proprio, forgiandolo nell'acciaio di una volontà ritrovata.

Le sconfitte patite in finale a Melbourne e Parigi, infatti, avevano solcato il suo percorso apparentemente inarrestabile, lasciando intravedere una crepa nella sua tenuta mentale, l’unico vero appiglio che le avversarie potevano scorgere nel suo gioco potentissimo. Un periodo di crisi che la numero uno al mondo ha scelto di affrontare con un lavoro introspettivo, trovando in un libro – per il dispiacere di chi sperava in un suo declino – gli strumenti per riconquistare quella fiducia in sé stessa che sembrava incrinata. Un percorso che l’ha portata a non fuggire dall’ansia, ma ad abbracciarla, trasformando quel privilegio tossico per molti nella leva per un’impresa storica.

Riconfermarsi campionessa agli US Open, gesto che compie con una determinazione feroce, è un traguardo che pochi, nella storia recente di questo sport, possono vantare. Basti pensare che, per ritrovare un’eguale continuità nel circuito femminile, occorre risalire all’era di Serena Williams, la quale riuscì nell’impresa tra il 2012 e il 2014; ancor più indietro, nel maschile, si deve tornare al dominio di Roger Federer, che siglò il suo quinto successo consecutivo nel 2008. Un dato che, da solo, parla della grandezza dell’impresa e di come Sabalenka abbia chiuso un’epoca di transizione inaugurando un suo personalissimo ciclo.

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