Milan, il privilegio di avere un centravanti: Fullkrug sulle orme di Giroud

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Niclas Fullkrug ha un viso simpatico, un sorriso sgangherato per via di un dente perso in un incidente da bambino e, adesso, un gollettino da tre punti, direbbe il grandissimo Rino Tommasi, sul suo personalissimo cartellino. Benedetto centravanti e benedetto, ha spiegato lui stesso a fine partita, l'assist di Saelemaekers perché "ogni attaccante sogna cross così". Già, ogni attaccante, anche se poi quella capacità di riempire l'area, nel Milan, ce l'ha solo lui. Una caratteristica, la sua, che ha permesso ai rossoneri di superare un Lecce ostico e ben schierato, risolvendo una partita altrimenti bloccata e piena di nervi. Il suo stile, del resto, non è fatto di acrobazie vistose ma di un'attitudine concreta e risolutiva, di quelle che si concretizzano in un unico, fondamentale tocco di palla indirizzato in rete. Un gesto che, nonostante la sua apparente semplicità, richiede un tempismo e un posizionamento innati, qualità che pochi possiedono e che fanno la differenza nelle serate più complicate.

Il problema per Saelemaekers e la gara con la Roma

La gioia per la rete decisiva, però, si accompagna alla preoccupazione per la condizione di Alexis Saelemaekers, l'autore del cross perfetto per Fullkrug. L’esterno belga, infatti, ha accusato un fastidio muscolare all'adduttore durante lo scontro con il Lecce, chiedendo il cambio e uscendo dal campo chiaramente dolorante. Un episodio che rischia di privare la squadra di un elemento importante in vista del delicatissimo impegno della prossima domenica all'Olimpico contro la Roma. Le sue condizioni, definite da monitorare nelle prossime ore, potrebbero quindi compromettere quel ritorno da ex che rappresenta sempre un momento carico di significato per qualsiasi calciatore. La sua eventuale assenza obbligherebbe l'allenatore a ripensare i reparti, cercando soluzioni alternative in un settore che, in questa fase, ha già mostrato alcune criticità.

L'estasi del goleador e il peso della storia

La soddisfazione di Fullkrug, intanto, è stata pura e immediata, come dimostrano le sue parole di giubilo sui social network, dove ha parlato di un'atmosfera "pazzesca" e di una "nuova casa". Un entusiasmo sincero, quello del tedesco, che però non deve trarre in inganno sulla consapevolezza del ruolo che è chiamato a ricoprire. Il Milan, infatti, ha una tradizione ben precisa per quanto riguarda i suoi numeri nove, una storia fatta di bomber che hanno scritto pagine indelebili. Portarsi sulle spalle quel numero di maglia, dopo un campione come Olivier Giroud, non è compito da poco, perché comporta l'onere di essere il punto di riferimento in attacco, colui che trasforma in gol le occasioni, soprattutto quando la squadra fatica a produrre gioco. Un compito che, almeno in questa prima, importante occasione, Fullkrug ha assolto con la freddezza di un veterano.

Il valore di un gesto tecnico decisivo

Quel che colpisce, analizzando l'azione del gol, non è solo la conclusione ma tutta la costruzione che l'ha preceduta. Un movimento collettivo, partito da una ripartenza, che ha trovato nella precisione millimetrica del cross di Saelemaekers e nell'istinto letale di Fullkrug i suoi due cardini fondamentali. Due tocchi, niente di più, che hanno risolto settanta e più minuti di fatica e di gioco spesso spezzato. Sono questi i dettagli che separano una vittoria da un pareggio, soprattutto in un campionato come quello italiano, dove gli spazi sono ridotti e le difese sono spesso impenetrabili. Avere in squadra un giocatore in grado di finalizzare con tale perentorietà non è scontato, rappresenta anzi un privilegio che poche formazioni possono permettersi e che, nel corso di una stagione lunga e logorante, può valere decine di punti in classifica.

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