Il Tapiro a Pucci, le frecciate a Fiorello e un goffo Vieri: la notte di “Striscia” tra polemiche e revival

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’ultima puntata della stagione in prima serata di “Striscia la notizia”, andata in onda giovedì 19 febbraio su Canale 5, ha offerto un coacervo di momenti televisivi che spaziavano dalla nostalgia al veleno puro, il tutto condito da un revival di ex volti storici del programma e da un paio di siparietti destinati a far discutere. Se da un lato Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, affiancati dalle sei Veline e dal maestro Demo Morselli, hanno cercato di capitalizzare il richiamo del passato con ospiti come Ficarra e Picone – per sedici edizioni timonieri del tg satirico – e Francesca Manzini, pronta a riproporre le sue imitazioni, è stato il segmento dedicato al Tapiro d’Oro a catalizzare l’attenzione del pubblico e a innescare una nuova, piccata replica social.

Valerio Staffelli ha consegnato l’iconico premio ad Andrea Pucci, il cui nome era finito al centro delle cronache nelle settimane precedenti per una polemica legata al Festival di Sanremo e per la sua decisione, o forse si dovrebbe dire la sua auto-esclusione, dalla kermesse canora. Intercettato dall’inviato, il comico milanese non ha usato mezzi termini per giustificare la sua assenza: «La mia comicità è diventata di estrema destra, quindi non si può più sentire», ha esordito con una battuta al vetriolo che sembrava voler liquidare le voci su presunte sue simpatie politiche, voci che lo hanno accompagnato negli ultimi tempi. Staffelli, allora, gli ha mostrato una fotografia – che da tempo circola online – nella quale Pucci appare con una croce celtica al collo, chiedendogli spiegazioni. La replica è stata secca e interlocutoria: «Anche quelli che hanno detto che avevo una croce celtica nel camerino, dovrebbero dimostrarlo con dei documenti», un assist, questo, a una verifica che, sulla base delle immagini già in rete, appare quantomeno complessa.

Il momento clou dell’intervista, tuttavia, è arrivato quando il discorso è caduto su Fiorello e sull’imitazione che il noto showman siciliano ha fatto di lui nel suo programma radiofonico “La Pennicanza”. Pucci, lungi dal mostrarsi lusingato o divertito, ha risposto con un sarcasmo tagliente, una lama che ha colpito dritta al bersaglio: «Ha coronato la sua carriera facendo la mia imitazione. Simpaticissimo. Dai Fiore, non mollare, svegliati tutte le mattine alle quattro, goditi un po’ di più la vita». Un attacco frontale alla celeberrima sveglia dell’alba che Fiorello rispetta da una vita e che è diventata un suo marchio di fabbrica, trasformato qui in una stoccata sul suo stile di vita fin troppo operoso. Parole che non potevano certo passare inosservate e che, infatti, hanno riaperto il dissing.

La replica dello showman e la frecciata social ai «poverini» compiacenti

La risposta di Fiorello non si è fatta attendere, e puntuale è arrivata il giorno seguente proprio dalle frequenze di “La Pennicanza”. Lo showman, prendendo spunto dalle dichiarazioni di Pucci, ha allargato il tiro, giocando sulla presunta permalosità del collega e sul paradosso di una polemica nata da un’imitazione, che nel mondo del cabaret dovrebbe essere considerata quasi una forma di omaggio. «La lista di gente che non mi saluterà più si è allungata tantissimo», ha esordito Fiorello, per poi aggiungere con ironia: «Se si incazzano pure i comici, o pseudo-tali, allora è finita. Ma come rosicano, mamma mia, ma tantissimo. Visto che stiamo in tema di Olimpiadi, far incazzare uno che fa il mio stesso mestiere significa che merito la medaglia d’oro!». L’uso del termine “pseudo-comico”, riferito a Pucci, è stato il fiammifero gettato sulla benzina, e la reazione di Pucci, lungi dallo spegnersi, è proseguita a raffica sui social network.

Attraverso le sue storie su Instagram, infatti, Pucci ha rilanciato, postando una foto che lo ritrae con Vanessa Incontrada e Carlo Conti al momento della consegna del “biglietto d’oro”, un riconoscimento per gli incassi teatrali. La didascalia era una chiara frecciata alla definizione di Fiorello: «Pseudo comico, biglietto d’oro 2025 come riconoscimento di innumerevoli paganti a teatro ahahahahah». Un modo per rivendicare il successo popolare e il contatto diretto con il pubblico, contrapponendoli al giudizio del collega. Non contento, Pucci ha allargato il mirino, coinvolgendo Fabrizio Biggio, spalla fissa di Fiorello a “La Pennicanza”, con una frase che suonava come una denuncia di un certo conformismo televisivo: «Se non ridi e se non dici sempre sì, ti licenzio ahahahahahahah, poverini». Un’accusa implicita, quella a Biggio, di essere una sorta di yes-man, un comprimario costretto a ridere per non perdere il posto, una stoccata che aggiunge un altro capitolo a una saga comico-mediatica destinata probabilmente a proseguire.

Il ritorno delle ex veline e l’imbarazzo in studio di Bobo Vieri

Mentre la guerra tra comici infiammava il web e le anticipazioni, lo studio di “Striscia” viveva un altro momento di televisione, decisamente più leggero ma non privo di una certa dose di imbarazzo. Per celebrare il ritorno di due volti simbolo del passato, Federica Nargi e Costanza Caracciolo, a diciotto anni dal loro debutto dietro al bancone, la produzione ha organizzato un “gioco delle coppie” che le ha viste protagoniste insieme ai rispettivi compagni, Alessandro Matri e Christian Vieri. L’idea era quella di testare l’intesa sentimentale delle due coppie con domande e prove, un classico dei varietà. Ma se Nargi e Matri hanno retto la scena con disinvoltura, lo stesso non si può dire per Bobo Vieri, apparso visibilmente a disagio e goffo nei panni del partner in trasmissione.

L’ex calciatore, più abituato ai campi da gioco che ai riflettori dello spettacolo leggero, ha faticato a districarsi tra le dinamiche del gioco, regalando al pubblico più di una figuraccia involontaria. Il contrasto tra la sua impacciataggine e la professionale disinvoltura di Costanza Caracciolo, che invece ha mostrato di aver mantenuto una certa confidenza con il mezzo televisivo, ha reso il siparietto al contempo grottesco e tenero. Una parentesi, quella del revival delle ex veline, che ha funzionato soprattutto per il richiamo nostalgico e per la curiosità di rivedere in video, fianco a fianco, due coppie del mondo dello spettacolo e dello sport, nonostante la prova opaca di Vieri abbia rischiato di trasformare la gag in un momento di involontaria comicità. La puntata si è chiusa tra il ricordo del passato, le scintille del presente e qualche passo falso, confermando la capacità del programma di restare al centro del dibattito.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.