La Danimarca affonda la Grecia, che dice addio ai Mondiali
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Redazione Sport
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Una partita che, per la Grecia, si è trasformata in un incubo da cui non è più riuscita a risvegliarsi, un susseguirsi di eventi negativi che hanno di fatto spento ogni residua speranza di qualificazione ai prossimi Mondiali. Sulla strada degli scandinavi, al contrario, si è materializzata una vittoria tanto netta quanto prevedibile, costruita con freddezza e sfruttando senza pietà le ingenuità avversarie, le quali, a loro volta, hanno contribuito in modo decisivo al proprio naufragio. L'incontro, giocato a Copenaghen, ha dunque regalato emozioni contrapposte, segnando un traguardo per gli uni e una battuta d'arresto definitiva per gli altri, in un contesto dove la classe danese ha finito per emergere in maniera incontestabile.
Gli errori fatali della difesa ellenica
Il primo tempo, in particolare, è stato un monologo della Danimarca, che ha imbastito la sua vittoria approfittando di due gravi leggerezze della retroguardia avversaria. Il pallino del comando, infatti, è passato nelle loro mani dopo che un maldestro retropassaggio di Zafeiris è stato intercettato da Hojlund, il quale non ha avuto difficoltà a portare in vantaggio la sua squadra. Una azione, questa, che ha spezzato le gambe alla Grecia, la quale, poco dopo, ha perso nuovamente concentrazione, concedendo il terzo gol a seguito di un altro smarrimento, quello di Koulierakis, che ha chiuso di fatto la contesa. Due episodi, quelli descritti, che da soli riassumono la fragilità dimostrata dalla formazione ospite, la quale ha pagato a caro prezzo ogni singola disattenzione.
Un avvio promettente non sfruttato
C'è stato un momento, all'inizio della sfida, in cui le sorti del match avrebbero potuto prendere una piega completamente diversa. La squadra di Jovanovic, come del resto era nelle sue intenzioni, era partita con un buon ritmo, spingendo alta la linea del pressing e creando subito una chiara occasione da rete. A materializzarla è stato Tsimikas, il quale, trovandosi a pochi passi dalla porta, non è riuscito a finalizzare l'azione, compiendo un vero e proprio peccato capitale. Un'opportunità, quella, che se sfruttata avrebbe potuto cambiare la psicologia della partita, ma che, una volta fallita, ha lasciato il campo libero alla reazione danese, la quale, da lì a poco, ha iniziato a macinare gioco e a diventare sempre più pericolosa.
Il crollo nel finale del primo tempo
Dopo il vantaggio iniziale, la Danimarca non ha allentato la presa, anzi, ha continuato a gestire il pallone con sicurezza, ampliando il divario nel giro di pochi minuti cruciali. A segnare la rete del raddoppio è stato Andersen, che ha trovato il modo di insaccare il pallone sfruttando un'azione ben costruita, mentre pochi istanti dopo, sull'onda dell'entusiasmo, è arrivato anche il sigillo di Damsgaard. Una doppia punizione, quella, che ha messo fine a qualsiasi residua ambizione greca, gettando la squadra in uno stato di confusione da cui non si è più ripresa, nonostante il tentativo di reazione nella seconda frazione di gioco, quando Tzolis è riuscito a accorciare le distanze, segnando una rete che, tuttavia, è rimasta soltanto un'annotazione di statistica.




