Carnevali e la Juventus più italiana: Palmisani e Kayode nel mirino, Conte mai considerato
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Redazione Sport
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Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juventus, ha delineato la propria visione per la ricostruzione della rosa bianconera, indicando nella valorizzazione dei talenti italiani una delle direttrici principali del proprio operato. Parlando dal palco del Festival dello Sport di Trento, il dirigente emiliano ha spiegato che l'obiettivo è quello di restituire al club quel tratto identitario legato ai giocatori tricolore, elemento che, a suo avviso, manca ormai da troppi anni.
«La mia idea è quella di creare un po' più di italianità e portare più giocatori italiani», ha dichiarato, precisando però come non sia affatto semplice reperire elementi di qualità adeguata alle ambizioni della Vecchia Signora.
La strategia per un tasso di italianità più elevato
Il numero uno dell'area sportiva bianconera ha sottolineato come il mercato imponga valutazioni attente, soprattutto quando si cerca di coniugare il requisito tecnico con quello della nazionalità. «Io penso che oggi avere dei giocatori italiani forti, perché siamo la Juve, perché la Juve ha bisogno di giocatori forti, non è così semplice», ha aggiunto, «ma la voglia è quella di inserirli».
La volontà espressa da Carnevali non si limita tuttavia ai soli profili già affermati: «Mi piacerebbe anche prendere ragazzi giovani, per cui la volontà è quella di inserire ragazzi che hanno delle prospettive». Un approccio che guarda dunque alla sostenibilità del progetto tecnico, con l'inserimento di elementi in grado di crescere e di garantire un ricambio generazionale in linea con le esigenze del club. «Man mano sto capendo quali sono le aree dove si può migliorare», ha concluso.
Le piste seguite e il caso Palmisani
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza in orbita bianconera figura quello di Lorenzo Palmisani, estremo difensore classe 2004 di proprietà del Frosinone, reduce da una prestazione da migliore in campo nella vittoria per 2-0 sul Como, impreziosita da sette parate, alcune delle quali giudicate decisive.
Il portiere, originario di Alatri e cresciuto nel settore giovanile ciociaro, ha da poco rinnovato il proprio contratto con il club gialloazzurro fino al 30 giugno 2031, una mossa che il Frosinone ha evidentemente inteso come una blindatura strategica per proteggersi da eventuali assalti nelle prossime sessioni di mercato. La Juventus, secondo quanto filtra, segue con attenzione la sua crescita, così come altri club di prima fascia, ma la lunghezza del nuovo accordo rende qualsiasi operazione tutt'altro che semplice.
Nel mirino dei bianconeri compare anche Michael Kayode, terzino destro classe 2004 attualmente in forza al Brentford, protagonista di un esordio da sogno in Nations League contro la Turchia con gol e assist. Cresciuto nel vivaio della Juventus, Kayode fu poi lasciato andare dai bianconeri prima di affermarsi in Premier League, dove si è guadagnato un posto da titolare. La sua storia rappresenta, per certi versi, una contraddizione rispetto al proposito di italianità dichiarato da Carnevali, ma il nome del difensore resta comunque associato alle esigenze di rafforzamento della fascia destra.
Il quadro finanziario e le sanzioni Uefa
Le mosse di mercato dovranno necessariamente fare i conti con una situazione patrimoniale tutt'altro che semplice. La Juventus ha chiuso l'esercizio 2025/2026 con una perdita consolidata di 66 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 58,1 milioni dell'anno precedente, su ricavi scesi a 474,7 milioni. Il consiglio di amministrazione ha proposto un aumento di capitale fino a 250 milioni, con Exor, socio al 65,4%, che ha garantito la propria quota e ha già versato 60 milioni in conto futuro aumento.
Sul fronte della sostenibilità finanziaria, la Uefa ha raggiunto un settlement agreement triennale con il club, prevedendo una multa fino a 20 milioni, di cui 6 incondizionati e 14 condizionati al rispetto degli obiettivi economici fissati per gli esercizi 2026, 2027 e 2028. L'accordo contempla inoltre possibili restrizioni nella registrazione dei nuovi giocatori per le competizioni europee, un vincolo che potrebbe condizionare le strategie di rafforzamento.
Le smentite e il caso Conte
Nel corso del suo intervento, Carnevali ha anche affrontato alcune voci circolate nelle settimane precedenti, smentendo in modo netto qualsiasi contatto con Antonio Conte per la panchina bianconera. Il dirigente ha spiegato che l'ipotesi non è mai stata presa in considerazione, definendola estranea ai piani del club. La posizione espressa appare in linea con la volontà di perseguire un progetto tecnico fondato su una programmazione di medio periodo, piuttosto che su soluzioni di carattere emergenziale.
La ricostruzione della rosa, ha lasciato intendere Carnevali, passerà attraverso l'individuazione di profili funzionali a un disegno preciso, con particolare attenzione alla componente italiana e alla valorizzazione di giocatori in prospettiva. Il tutto, beninteso, senza trascurare i paletti imposti dal bilancio e dalle normative Uefa, che nelle prossime stagioni continueranno a rappresentare un fattore determinante nelle scelte operative del club.
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