"L'invisibile", la miniserie di Valsecchi con Lino Guanciale ripercorre la cattura del boss
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tre anni dopo l’operazione che ha posto fine a una delle latitanze più lunghe della storia repubblicana, la fiction "L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro" approda in prima serata su Rai 1, articolandosi in due puntate da due episodi ciascuna nelle serate del 3 e del 4 febbraio. Diretta da Michele Soavi e prodotta da Pietro Valsecchi per CamFilm in collaborazione con Rai Fiction, la miniserie sceglie di concentrarsi sugli ultimi, concitati tre mesi di indagini che hanno portato all’arresto del boss a Palermo, il 16 gennaio di tre anni fa, evitando di mostrare in maniera esplicita gli aspetti più cruenti della sua carriera criminale e focalizzandosi piuttosto sul complesso lavoro investigativo.
La trama e il ruolo del colonnello Gambera
Al centro della narrazione, che si sviluppa come un thriller giudiziario, è la figura del colonnello dei Carabinieri del ROS Lucio Gambera, interpretato da Lino Guanciale, a capo della squadra incaricata di scovare il fuggitivo. La trama, che procede per tensioni e sospetti, mette in scena le difficoltà operative di una caccia all’uomo durata quasi trent’anni, durante la quale l’uomo si era guadagnato l’appellativo di "invisibile". Non mancano, tra gli ostacoli narrati, gli elementi di destabilizzazione interni, come la scoperta di una talpa all’interno del gruppo, fatto che mina la coesione della squadra ma non ne ferma la determinazione, spingendola anzi verso la fase conclusiva e più drammatica delle indagini.
Il cast e l'interpretazione del boss
A vestire i panni di Matteo Messina Denaro è l’attore Ninni Bruschetta, chiamato a una interpretazione che, per ovvie ragioni narrative, non può che concentrarsi sugli ultimi giorni di libertà e sulla cattura, più che sulla biografia criminale completa. Attorno ai due personaggi principali si muove un cast che include altri volti noti, come Leo Gassmann e la cantante Levante, i cui ruoli specifici contribuiscono a ricostruire il mosaico umano e professionale di un’operazione senza precedenti. La scelta di inserire artisti provenienti da esperienze diverse, del resto, rispecchia l’intento di dare respiro a una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso non solo le forze dell’ordine ma l’intero Paese.
La struttura narrativa e il focus investigativo
La struttura in quattro episodi, trasmessi in due sole serate, impone un ritmo serrato alla narrazione, che segue da vicino il metodo investigativo, le intuizioni, i vicoli ciechi e le svolte improvvise. La regia di Soavi, che ha alle spalla una consolidata esperienza nel genere, evita il tono celebrativo per privilegiare la suspense e la ricostruzione minuziosa degli eventi, mostrandone qualcuno degli sviluppi giudiziari senza scivolare in facili retoriche. L’obiettivo, come dichiarato dagli autori, è stato quello di raccontare il "come" piuttosto che il "chi", restituendo onore al lavoro silenzioso di quanti, come il colonnello Gambera e i suoi uomini, hanno condotto una partita di intelligence fatta di pazienza, tecnologia e dedizione assoluta.




