Martina Colombari, tra Ballando e la rivelazione del figlio Achille
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre sul parquet di Ballando con le Stelle incanta con la sua eleganza, Martina Colombari vive, lontano dai riflettori, una realtà ben più complessa e intensa. La sua settimana, come ha lei stessa accennato sui social, è stata segnata da emozioni profonde, che vanno ben oltre le prove di danza e l’adrenalina della competizione. Al centro di questo turbinio interiore ci sono le rivelazioni del figlio Achille, il quale, nel corso di una lunga e sentita conversazione al podcast One More Time, ha deciso di aprire il proprio cuore, descrivendo un passato costellato di sofferenze e di battaglie personali.
Il racconto di un percorso difficile
Achille Costacurta, ventunenne figlio della modella e dell’ex calciatore, ha parlato senza remore dei suoi disagi, toccando temi estremamente delicati come i trattamenti sanitari obbligatori e i tentativi di porre fine alla propria vita. Ha rievocato, con una lucidità che colpisce, un episodio particolarmente buio in cui ingerì una quantità letale di metadone, un gesto dal quale, come ha sottolineato, nessuno sa spiegarsi come sia uscito vivo. Seguirono, in un periodo di profonda crisi, ricoveri in psichiatria e ripetute contenzioni fisiche, durante i quali ripeteva alla madre di voler ricorrere all’eutanasia, perché non provava più nulla.
La diagnosi e le prime avvisaglie
Il suo racconto ha ripercorso anche gli anni della formazione, non meno complicati di quelli successivi. Alla scuola primaria, come ha ricordato, gli fu comunicato che sarebbe stato promosso, ma a una condizione non negoziabile: l’anno seguente avrebbe dovuto cambiare istituto. Un episodio che, sebbene lontano nel tempo, segna l’inizio di un cammino scolastico e personale in salita, successivamente inquadrato nella diagnosi di ADHD, la cui gestione si è rivelata fondamentale per comprendere le sue difficoltà.
La voce di una madre
A queste rivelazioni, così pubbliche e crude, Martina Colombari ha risposto a modo suo, intervenendo attraverso i propri canali social. Pur scegliendo di parlare, ha tenuto a precisare con nettezza che lo faceva “da madre, non per lui”, volendo così marcare una distinzione tra il suo punto di vista genitoriale e la narrazione diretta del figlio. Nel suo intervento ha condiviso alcuni dettagli sul percorso intrapreso, menzionando lo specialista che li ha accompagnati in questo difficile viaggio, ma senza mai scadere nel sensazionalismo, mantenendo un tono riservato e al tempo stesso affettuoso.




