Martina Colombari, la sofferenza di una madre per il figlio Achille
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Martina Colombari, visibilmente scossa e con le lacrime agli occhi, ha rotto il suo riserbo parlando del difficile percorso del figlio Achille, intervenendo durante un dietro le quinte di "Ballando con le Stelle". Le sue parole, cariche di un pathos genuino, hanno rivelato il profondo strazio di una madre che, pur di alleviare le pene del proprio figlio, affermava: "avrei voluto soffrire io al posto suo". Questo sfogo, che lei stessa ha definito un modo per "togliersi un peso", giunge a seguito della toccante testimonianza resa dal giovane ventunenne in un podcast, dove aveva rievocato, senza filtri, le sue battaglie personali.
La rivelazione pubblica di Achille
Achille Costacurta, figlio dell’ex calciatore Alessandro e della showgirl, aveva infatti condiviso la sua esperienza durante un episodio di "One More Time", il podcast di Luca Casadei, dove la sua intervista è divenuta rapidamente virale. Il ragazzo ha narrato, con una sincerità che ha colpito molti, le difficoltà incontrate durante l’adolescenza, un periodo segnato da vicende complesse come un ricovero forzato per trattamento sanitario obbligatorio, l’uso di sostanze stupefacenti e una diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Ha anche accennato a un tentativo di suicidio, un episodio che ha inevitabilmente segnato l’intero nucleo familiare.
L'impegno dei genitori e la ricerca di aiuto
Di fronte a tali prove, Martina Colombari e Billy Costacurta non sono rimasti a guardare, ma hanno deciso di agire in maniera concreta per sostenere il figlio. L’attrice, attraverso le sue storie su Instagram, ha voluto condividere pubblicamente il percorso intrapreso, spiegando di aver seguito, insieme al marito, un corso di formazione specifico. "Lo dico sperando di essere d’aiuto", ha scritto, riferendosi all’iniziativa promossa da Adhd Life Coach Italia, un centro che organizza percorsi dedicati non solo ai genitori, ma anche alle scuole e a diverse figure professionali. Una scelta, la loro, dettata dalla necessità di acquisire gli strumenti adatti per affrontare una condizione complessa come l’Adhd.
Un dolore trasformato in un messaggio
La decisione di Achille di parlare apertamente e quella dei genitori di supportarlo pubblicamente rappresentano due facce della stessa medaglia: la volontà di trasformare un’esperienza dolorosa in una possibilità di confronto e di aiuto per altri. Colombari, nel suo intervento, ha sottolineato come quella confessione pubblica del figlio abbia avuto per lei l’effetto di una liberazione, sebbene il desiderio di prendere su di sé il suo dolore resti un sentimento profondamente radicato. Le sue parole, al di là della commozione, tracciano il ritratto di una famiglia che, nonostante le inevitabili ombre, ha scelto di non nascondersi e di affrontare le proprie difficoltà con coraggio e trasparenza.




