Papa Leone e i gemelli della Basilicata: un saluto che ha commosso Castel Gandolfo
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Redazione Interno
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Non era previsto nell’agenda, ma quando due bambini gemelli, arrivati dalla Basilicata, hanno stretto la mano a Papa Leone XIV all’ingresso del palazzo apostolico di Castel Gandolfo, il momento è diventato uno di quelli che restano nella memoria. Dopo l’Angelus, mentre la folla si disperdeva lentamente sotto il sole di Ferragosto, i due fratellini – vestiti a festa, con gli occhi pieni di curiosità – si sono avvicinati al Pontefice, che ha interrotto il suo percorso per accogliere il loro entusiasmo. «Da grande voglio fare il Papa come te», ha detto uno dei due, sollevando il sorriso di Leone XIV, che poi, quasi per gioco, ha imitato il gesto della benedizione rivolto alla piazza, scatenando l’ilarità dei presenti.
La scena, ripresa dal videomaker Sciurba, ha fatto il giro dei social, ma è solo uno dei tasselli di una giornata già ricca di eventi. Castel Gandolfo, con le sue vie adornate di fiori e il lago che riflette il cielo azzurro, è stata infatti il cuore pulsante del Ferragosto laziale. Migliaia di persone, tra fedeli e turisti, hanno affollato piazza della Libertà per assistere alla messa dell’Assunzione, celebrata dal Papa con una semplicità che ha colpito molti. Senza protocolli rigidi, Leone XIV ha poi passeggiato tra la gente, fermandosi a parlare con chi gli si avvicinava, in un clima che più che istituzionale sembrava familiare.
A pranzo, il Pontefice ha scelto di sedersi non nella residenza pontificia, ma nella mensa della parrocchia di Don Taddeo, condividendo il pasto con volontari e anziani. Un gesto che anticipa quello annunciato per il 17 agosto, quando nei Giardini delle Ville Pontificie si terrà un pranzo con i poveri della diocesi di Albano. «Servire chi è ai margini non è un optional, ma il cuore del Vangelo», ha ricordato il cardinale Fabio Baggio, spiegando il significato di un’iniziativa che vuole essere concreta, non simbolica.




