G7, scontri a Ginevra: black bloc all’assalto alla vigilia del vertice
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Redazione Esteri
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Violenti scontri a Ginevra alla vigilia del G7 segnano le ore che precedono l’apertura del vertice di Evian, con episodi di tensione esplosi nei pressi della sede delle Nazioni Unite. Il contesto è quello di una grande manifestazione contro il summit, che ha riunito circa 20mila persone secondo le forze dell’ordine, in un clima rapidamente degenerato dopo l’infiltrazione di gruppi antagonisti. Tra i manifestanti, circa 600 black bloc hanno lanciato bottiglie, pietre, pezzi di cemento e petardi contro gli agenti, mentre la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi più violenti e contenere l’escalation nelle strade della città svizzera.
Le tensioni alla vigilia del G7 di Evian
Le tensioni si sono sviluppate alla vigilia del G7 di Evian, il vertice dei leader internazionali previsto da oggi al 17 giugno nella città francese a poca distanza dal confine svizzero. Dopo il divieto imposto dalla prefettura francese di organizzare raduni nell’area del summit, i manifestanti si sono spostati a Ginevra, sull’altra sponda del lago Lemano, trasformando la città svizzera nel principale punto di aggregazione della protesta. La decisione ha generato ulteriori pressioni sulle autorità elvetiche, che si sono ritrovate a gestire l’afflusso di migliaia di persone e le conseguenze di una manifestazione nata per contestare il vertice internazionale.
Scontri vicino alla sede delle Nazioni Unite
Gli scontri più intensi sono avvenuti nei pressi della sede delle Nazioni Unite a Ginevra, dove il corteo ha attraversato le strade principali della città. Secondo le ricostruzioni dei media locali, gruppi di manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, innescando una risposta immediata della polizia antisommossa. Gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e idranti per contenere i disordini, mentre i momenti di tensione si sono susseguiti fino alla sera, lungo il percorso del corteo. La dinamica degli scontri ha interrotto più volte la manifestazione, che inizialmente si era svolta in modo pacifico prima dell’escalation.
Il corteo e la dinamica delle proteste anti-G7
Il corteo contro il G7 ha coinvolto circa 20mila persone, secondo i dati diffusi dalle forze dell’ordine, con una composizione eterogenea tra manifestanti pacifici e gruppi più radicali. L’infiltrazione di circa 600 antagonisti ha cambiato la natura della protesta, portando a episodi di violenza diffusa e all’uso di oggetti contundenti contro la polizia. Bottiglie, pietre, frammenti di cemento e petardi sono stati utilizzati durante le fasi più critiche degli scontri, mentre le forze dell’ordine hanno cercato di contenere la situazione con mezzi antisommossa. L’evoluzione della giornata ha trasformato una manifestazione annunciata contro il vertice in un contesto di ordine pubblico complesso e frammentato.
Una città sotto pressione tra sicurezza e gestione del corteo
La gestione della protesta ha posto Ginevra al centro delle operazioni di sicurezza legate al G7, con un carico organizzativo inatteso per le autorità locali. La scelta di concentrare il corteo sul territorio svizzero, dopo le restrizioni imposte in Francia, ha modificato gli equilibri previsti alla vigilia del vertice. Le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire in più momenti per contenere i gruppi più violenti, mentre il resto della manifestazione ha continuato a muoversi lungo le principali arterie cittadine. La giornata ha evidenziato una forte pressione sul sistema di ordine pubblico, chiamato a gestire simultaneamente numeri elevati e situazioni di tensione diffusa.




