Puglia, pronto soccorso in tilt per il picco influenzale: Decaro convoca tecnici, mancano 116 medici
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Redazione Salute
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L’ondata influenzale, che in questi giorni ha raggiunto il suo apice, sta esercitando una pressione senza precedenti sui pronto soccorso della regione, i quali registrano numeri da record con centinaia di accessi in poche ore. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, per fare un esempio, si è arrivati a una media di 140 accessi giornalieri, con punte che nel solo 6 gennaio hanno sfiorato i trecento ingressi, secondo quanto emerge dai dati monitorati in tempo reale. Una situazione, questa, che riflette un fenomeno regionale diffuso, dove tutte le strutture sanitarie segnalano un sovraffollamento critico, sebbene i tempi di attesa per i codici di massima emergenza risultino ancora contenuti.
La fotografia dai dati: pressione altissima e accessi inappropriati
Il portale di Puglia Salute restituisce un quadro allarmante, sebbene differenziato da provincia a provincia, con quella di Bari che sembra sopportare uno degli afflussi più consistenti. La vera criticità, tuttavia, non risiede soltanto nei numeri assoluti ma nella loro natura: un’analisi approfondita degli accessi nell’ultimo anno rivela infatti che l'ottanta per cento di essi è classificato come non urgente o a urgenza differibile, comprendendo i codici bianchi, verdi e azzurri. Solo una minima parte, appena il due per cento, riguarda le emergenze reali codificate in rosso, mentre un ulteriore diciotto per cento è rappresentato dai codici arancioni, ovvero i casi urgenti. Questa massa di pazienti, molti dei quali potrebbero essere gestiti dalla medicina territoriale, intasa i reparti e rischia di rallentare la risposta ai casi davvero gravi.
La riunione in Regione e il nodo carenza di personale
Proprio per affrontare l’emergenza, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha convocato una riunione con i tecnici del settore sanitario, il Dipartimento Salute e l’ARESS, al fine di esaminare nel dettaglio lo stato del sistema dell’emergenza-urgenza. L’incontro, tenutosi nella sede regionale, è servito a valutare non solo i flussi di accesso ma anche il fabbisogno di personale nei vari presidi ospedalieri. Da questo approfondimento è emerso un dato strutturale preoccupante: nei trentasette pronto soccorso attivi in Puglia mancherebbero all’appello almeno centosedici medici rispetto alle piante organiche previste, una carenza che acuisce inevitabilmente le difficoltà operative in un momento di picco della domanda.
Un sistema stretto tra picco stagionale e criticità croniche
La combinazione tra il picco influenzale stagionale, che porta con sé un aumento fisiologico delle richieste di assistenza, e le criticità endemiche del sistema – prima fra tutte la carenza di personale e l’alta percentuale di accessi giudicati inappropriati – crea dunque una tempesta perfetta. I pronto soccorso, sebbene organizzati per garantire la pronta risposta ai codici rossi, si trovano a dover gestire un volume di lavoro enorme, buona parte del quale non rientrerebbe nelle loro competenze specifiche. Questo scenario, fotografato dai dati aggiornati, delinea una sfida complessa per le autorità sanitarie regionali, chiamate a bilanciare la risposta immediata all’emergenza con interventi strutturali di lungo periodo.




