Antonio Decaro è il nuovo governatore della Puglia
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Redazione Interno
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Manca ormai solo l'ufficialità, un mero atto formale, per sancire un risultato elettorale che, con un margine di consenso così ampio, non lascia spazio a interpretazioni: Antonio Decaro, candidato del campo largo progressista, è il nuovo presidente della Regione Puglia. Prende così il posto di Michele Emiliano, dopo una competizione che lo ha visto contrapposto a Luigi Lobuono, Ada Donno e Sabino Mangano, contro i quali ha condotto una campagna che si è rivelata vincente, aggiudicandosi un mandato che durerà per i prossimi cinque anni.
Il profilo del neoeletto
La sua figura, ben radicata nel territorio, vanta un percorso politico e amministrativo di primo piano: sindaco di Bari dal lontano 9 giugno 2014, ruolo che ha ricoperto per due mandati consecutivi, è stato anche presidente dell’Anci, eletto nell’ormai lontano 2016. Più di recente, il passaggio a un palcoscenico europeo, con l'elezione a europarlamentare nel giugno 2024, dove ha raccolto un impressionante bagaglio di preferenze, attestatesi sulle cinquecentomila unità, un dato che, già allora, prefigurava la sua ampia capacità di attrazione del consenso.
Il programma e le priorità
Presentando il suo piano di governo, Decaro ha delineato, senza ricorrere a vuote retoriche, gli assi portanti del suo impegno futuro. “Mi occuperò di tutta la Puglia”, ha dichiarato, sottolineando una volontà di rappresentanza che mira a superare ogni campanilismo. “Il nostro programma è fatto di proposte concrete sulla sanità, sul lavoro, sul fatto che questa regione deve prendersi cura delle fragilità del territorio ma anche delle fragilità sociali. Questo vogliamo fare”. Un impegno, il suo, che affonda le radici in un metodo di ascolto capillare, come lui stesso ha tenuto a precisare: “Abbiamo ascoltato i cittadini, abbiamo ascoltato associazioni di categoria, operatori, i sindacati e abbiamo presentato il nostro programma per i prossimi cinque anni”. Un documento che, nelle sue intenzioni, fungerà sia da promessa da onorare dinanzi all’elettorato, sia da bussola per la coalizione che lo sostiene.
Uno stile vincente e gli echi nazionali
Quello di Decaro si configura ormai come uno stile politico inconfondibile, caratterizzato da vittorie schiaccianti, che gli hanno valso l’appellativo di ingegnere che vince solo “con percentuali bulgare”. Già nel 2014, alla sua prima corsa per la poltrona di primo cittadino di Bari, mancò per un solo, misero punto percentuale la vittoria al primo turno, per poi travolgere, quindici giorni dopo, Mimmo Di Paola con il 65,4% delle preferenze. Undici anni e tre candidature dopo, quell'eco di trionfo non si è affievolita, anzi, si è estesa a tutta la regione, riverberandosi con forza fino a Roma. Lì, all’interno del Partito Democratico, c’è chi continua a osservare la sua leadership con crescente interesse, immaginando per lui un potenziale ruolo di respiro nazionale in vista della scadenza per la segreteria, già calendarizzata per il 2027.




