Puglia, il tramonto di Vendola e il nuovo corso di Decaro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La candidatura di Nichi Vendola, sbandierata e difesa con una tenacia che aveva perfino minacciato l'unità della coalizione di centrosinistra attorno al nome ormai dato per scontato di Antonio Decaro, si è risolta in una caporetto per Alleanza Verdi Sinistra. Quel che resta, dopo il voto, è il tramonto politico definitivo dell'uomo che, con il suo “grande inverno”, aveva aperto in Regione Puglia una stagione poi cavalcata da Michele Emiliano e oggi dall'ex sindaco di Bari, il quale, con il suo successo personale, ha di fatto svuotato lo spazio che Avs riteneva di poter occupare.

Un risultato plebiscitario

Il candidato del centrosinistra, infatti, ha ottenuto un plebiscito, attestandosi sul 64% dei consensi e superando di gran lunga il suo principale sfidante. I dati definitivi degli scrutini, i quali rivelano come quasi due terzi dei votanti pugliesi abbiano scelto Decaro, parlano di un consenso personale che sfiora il milione di voti, un risultato che, con le sue 919.665 preferenze, supera persino quello del presidente uscente Emiliano. Un dato, questo, che non fa che sottolineare la solidità del suo radicamento territoriale.

Le prime dichiarazioni del presidente

Subito dopo la proclamazione, il presidente eletto ha parlato a Tgcom24, ribadendo uno degli impegni cardine della sua campagna elettorale. “Come ho detto durante la campagna elettorale, mi voglio prendere cura di tutta la Puglia”, ha affermato Decaro, aggiungendo che “ci sono delle zone che sono cresciute di più e altre che sono cresciute di meno”. La sua attenzione, ha precisato, sarà quindi rivolta in modo particolare “alle fragilità della mia regione”, che ha definito non solo “territoriali” ma anche “sociali”, delineando un programma che ambisce a colmare i divari interni.

La dedica più personale

In un momento più intimo, tra i contenuti pubblicati sui social per celebrare la vittoria, il nuovo governatore ha voluto dedicare il trionfo alla figlia più piccola, Chiara. “Sapeva che avevo paura, così come quando ho iniziato a fare il sindaco”, ha rivelato Decaro, svelando un lato privato e umano della sua scelta di scendere in campo. “È stata lei a dirmi di provarci”, ha confidato, chiudendo con una promessa: “Perciò la mia vittoria, oggi, la dedico a lei”. Una dedica che racchiude in sé il peso della responsabilità e il coraggio di una nuova sfida.

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