L’ammiraglia dimenticata: la nuova Lancia Gamma pronta a uscire dall’ombra
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Redazione Economia
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L’aria che si respira nei corridoi di Stellantis, a poche settimane dal tanto atteso Investor Day del 21 maggio, è quella tipica che precede le tempeste finanziarie: carica di attese, certo, ma anche di un silenzio assordante. In questo scenario, il destino di Lancia – un marchio che, per usare un eufemismo, ha visto giorni migliori – sembra appeso a un filo che, per fortuna degli appassionati, sta per tramutarsi in una strada d’asfalto. La casa torinese, dopo aver gettato le basi con la nuova Ypsilon, si prepara a compiere il vero salto nel vuoto (e nel mercato) con la nuova Gamma. Non si tratta semplicemente dell’ennesimo SUV di segmento D, lungo circa 4,7 metri, che vedremo sfilare sotto i riflettori del Salone di Parigi nell’ottobre del 2026; rappresenta piuttosto il banco di prova più duro per capire se il brand abbia ancora la stoffa per competere con i colossi tedeschi e francesi nel cuore del mercato premium europeo.
La meccanica del rilancio: piattaforma e produzione a Melfi
A guardarla sotto la pelle, la nuova ammiraglia non nasconde la sua parentela illustre. Nascerà infatti sull’architettura STLA Medium, la spina dorsale tecnologica del gruppo che già equipaggia modelli di successo come le nuove Peugeot 3008 e Opel Grandland, garantendole così una base solida sia per le versioni termiche che per quelle a zero emissioni. Le linee di assemblaggio dello stabilimento di Melfi, che già pulsano per dare vita alla cugina DS N°8, sono pronte a forgiare questo nuovo gioiello del made in Italy, un dettaglio non da poco in un’era in cui la produzione locale è diventata un vessillo di qualità e autenticità. Si vocifera, ed è una voce che ormai ha assunto i contorni della certezza, che il design della Gamma attingerà a piene mani dal linguaggio stilistico del concept Pu+Ra HPE; ne erediterà quel frontale a “calice luminoso” già ammirato sulla sorella minore Ypsilon, declinandolo però su proporzioni decisamente più imponenti e slanciate, quasi da fastback di lusso.
L’incognita 21 maggio: il piano di Filosa nel mirino
Eppure, mentre i tecnici mettono a punto le ultime messe a punto delle sospensioni e dei powertrain, l’aria pesa per un motivo ben più concreto. Il calendario segna il conto alla rovescia per il 21 maggio, data in cui il nuovo CEO Antonio Filosa presenterà il piano strategico che dovrà ridisegnare il futuro del colosso anglo-franco-italiano. In quel giorno, più che i numeri del bilancio, saranno gli occhi degli analisti a puntare dritti sul destino dei marchi cosiddetti “osservati speciali”, e Lancia occupa senza dubbio il primo posto di questa classifica di rischio. Dopo un avvio di rilancio che sembra aver perso smalto negli ultimi mesi – complice forse una certa tiepida accoglienza riservata all’ultima arrivata – la Gamma si carica sulle spalle un peso specifico enorme: non dovrà solo vendere, ma legittimare l’intera operazione di resurrezione del brand.
Cuore pulsante: motori e autonomia da segmento premium
Per quanto riguarda le viscere del mostro, le indiscrezioni tecniche parlano chiaro e tracciano il profilo di un’auto che non vuole passare inosservata nemmeno sotto il profilo prestazionale. La piattaforma STLA Medium, come detto, è estremamente versatile: ospiterà versioni ibride mild-hybrid e plug-in, ma il fiore all’occhiello sarà rappresentato dalle varianti 100% elettriche. Secondo le ultime anteprime, si parla di batterie capaci di arrivare fino a **97 kWh** di capacità, in grado di garantire un’autonomia che dovrebbe superare agevolmente i **700 km** nel ciclo WLTP, un valore che la proietterebbe direttamente contro le concorrenti più blasonate di Stoccarda e Monaco. E non finisce qui: le fonti più attendibili danno per certa l’arrivo, a ruota, di una versione sportiva HF Integrale, che con la sua trazione integrale e potenze da oltre 350 CV andrebbe a rispolverare il mito delle Delta degli anni Novanta in chiave moderna ed elettrificata.




