Trump blocca l’attacco agli Houthi in Yemen dopo il via libera iniziale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha deciso di non partecipare, almeno per ora, a un’operazione militare contro gli Houthi in Yemen insieme all’Arabia Saudita, dopo che i preparativi per i raid statunitensi erano già iniziati. La decisione, riportata dal New York Times e attribuita a funzionari dell’amministrazione americana, arriva dopo settimane di valutazioni sulla richiesta di intervento avanzata da Riad contro il movimento yemenita sostenuto dall’Iran.

La pressione dell’Arabia Saudita era aumentata dopo una serie di attacchi degli Houthi contro il territorio del regno. Il 17 settembre Trump aveva dato una risposta positiva alla richiesta del principe Mohammed bin Salman di affiancare le forze saudite in un’azione contro il gruppo yemenita, ma nei giorni successivi la decisione è stata nuovamente modificata.

Secondo il New York Times, il presidente americano aveva valutato per circa due settimane l’ipotesi di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, prima di fermare l’operazione. Le forze militari avevano predisposto i preparativi necessari per un intervento aereo, ma l’autorizzazione definitiva non è arrivata.

La scelta di Washington si inserisce in una fase di forte tensione regionale legata al conflitto con l’Iran e agli attacchi degli Houthi nello Yemen. Il movimento yemenita ha intensificato le proprie operazioni contro obiettivi sauditi, mentre gli Stati Uniti hanno mantenuto un atteggiamento più prudente rispetto a un nuovo ingresso diretto nello scenario militare.

La rinuncia americana arriva mentre le forze Houthi hanno ampliato le proprie operazioni sul terreno. Secondo Reuters, il gruppo sostenuto dall’Iran ha cercato di conquistare aree strategiche nelle alture dello Yemen, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione lungo la costa del Mar Rosso e nelle zone vicine allo stretto di Bab el-Mandeb.

Gli sviluppi militari hanno avuto conseguenze anche sui collegamenti marittimi della regione. Il traffico delle navi commerciali nello stretto di Hormuz ha registrato una forte riduzione tra il 19 e il 20 settembre rispetto al fine settimana precedente, secondo dati della società di analisi Kpler citati da Reuters, in un contesto segnato dallo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.

Gli Houthi hanno dichiarato di non voler colpire le navi statunitensi, mantenendo invece la loro opposizione verso gli interessi sauditi nella regione. Un esponente politico del movimento ha affermato che il gruppo ha comunicato questa posizione nei contatti con Washington mediati attraverso canali diplomatici.

Riad aveva chiesto un sostegno militare più ampio per contrastare la nuova fase del conflitto con gli Houthi, dopo attacchi missilistici e con droni contro obiettivi sauditi. La richiesta di aiuto si è concentrata soprattutto sul coinvolgimento americano, considerato un elemento centrale della cooperazione strategica tra i due Paesi.

Mentre Washington ha scelto di non partecipare direttamente ai raid, altri partner hanno valutato forme di assistenza limitate. Il Regno Unito ha annunciato il supporto al rifornimento in volo per gli aerei sauditi attraverso la Royal Air Force, con un impegno iniziale previsto per alcune settimane.

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