Guerra Israele-Iran, giorno undici: notte di attacchi incrociati e la richiesta di Rubio alla Cina
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Israele e Iran entra nella sua undicesima giornata, gli attacchi si intensificano, trascinando il Medio Oriente in una spirale di violenza che rischia di destabilizzare l’intera regione. Nelle ultime ore, le forze israeliane hanno colpito sei aeroporti iraniani, distruggendo, secondo fonti militari, almeno 15 tra jet ed elicotteri. La risposta di Teheran non si è fatta attendere: una pioggia di missili balistici, lanciati a intervalli ravvicinati, ha raggiunto diverse città israeliane, sfidando le difese antiaeree. Uno di questi, non intercettato, è caduto in Galilea, alimentando il timore di un’escalation incontrollabile.
Tra i proiettili scagliati dall’Iran spicca il Kheibar Shekan, un missile il cui nome rievoca una battaglia del VII secolo, quando le tribù ebraiche di Kheibar furono sconfitte dall’esercito musulmano. Presentato nel 2023 come fiore all’occhiello dell’arsenale iraniano, il Kheibar rappresenta la quarta generazione del Khorramshahr, un’arma già temuta per la sua gittata e precisione.
Intanto, la tensione si riflette anche sul piano diplomatico. Marco Rubio, segretario di Stato americano, ha esortato la Cina a intervenire presso l’Iran per scongiurare la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il 20% del traffico globale di petrolio e gas. La richiesta, avanzata durante un’intervista a Fox News, arriva dopo che il Parlamento iraniano ha approvato una misura che potrebbe bloccare lo stretto, una mossa che avrebbe ripercussioni economiche globali.




