Allegri scherza sul Napoli e si commuove per Galeone: “Era un precursore”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   PESCARA. La notizia dell’accordo ormai raggiunto con il club partenopeo – circostanza data per imminente da diverse testate giornalistiche nella giornata di oggi, complici le scadenze contrattuali ormai alle porte – secondo la sua versione andrebbe semplicemente tolta dal web. Massimiliano Allegri, intercettato dai microfoni di Sky Sport durante la cerimonia della prima edizione del premio intitolato a Giovanni Galeone, ha risposto con una battuta ironica alle insistenze dei cronisti presenti nella sala consiliare del Comune di Pescara: "Io toglierei la notizia".

Una frase, quest'ultima, pronunciata col sorriso ma che ha di fatto chiuso ogni possibilità di approfondimento sul suo futuro professionale, lasciando però intendere – per chi volesse leggere tra le righe – come l’argomento fosse tutt’altro che scandalistico o infondato.

L’ex tecnico di Milan e Juventus, visibilmente emozionato tanto da trattenere a fatica le lacrime durante il suo intervento ufficiale, ha voluto deviare immediatamente il discorso verso il motivo reale della sua presenza nella città abruzzese.

"Sono venuto qui per parlare di Galeone e non di tutte altre cose", ha ribadito con decisione. E lo ha fatto con parole cariche di affetto e ammirazione, descrivendo il suo maestro come un "precursore", un uomo "avanti rispetto agli altri" le cui intuizioni tecniche espresse oltre trent'anni fa risultano sorprendentemente attuali nel calcio moderno. "Mi colpì subito durante il primo allenamento, nel lontano 1991", ha rivelato Allegri in lacrime, "disse delle cose che non avevo mai sentito e che mi sono rimaste dentro".

L'incoscienza di un maestro e un messaggio prima della fine

Al centro della commemorazione, la figura complessa di Galeone non è stata celebrata solo per la sua capacità di leggere il gioco, ma anche per un approccio alla vita e alla professione che Allegri ha cercato di fare proprio. "Non prendersi troppo sul serio ma fare le cose molto seriamente", ha riassunto il livornese: ecco il lascito più prezioso ricevuto dal mentore scomparso.

Una lezione di umiltà e di spregiudicatezza che si contrappone, secondo la sua visione, alla tendenza umana a diventare "ragionevoli e saggi", perdendo così "quell’incoscienza" che invece ha caratterizzato Galeone fino all’ultimo giorno. Un aneddoto privato, rivelato in quell'occasione, ha restituito la misura del rapporto: lo scorso anno, in un momento di fermo e di riflessione professionale, Galeone gli scrisse un messaggio raccomandandogli di non farsi venire la "voglia di smettere", perché "non è ancora il momento".

Il paragone con le pressioni del calcio contemporaneo, e in particolare con l’assedio mediatico che ricevono gli allenatori delle big, è sembrato implicito. Allegri, scherzando ma con un tono che rivelava una certa stanchezza per i continui ribaltamenti di fronte (dalle voci che lo davano in partenza dal Milan fino all’attuale corteggiamento da parte di De Laurentiis), ha voluto godersi la "giornata meravigliosa" e l'abbraccio della città di Pescara.

"Ora mi godo Pescara per un paio di giorni, poi tornerò a casa", ha concluso, allontanando ogni ulteriore richiesta di conferme o smentite sull'eredità di Antonio Conte. Nell’anno del centenario del club partenopeo, la scelta di un profilo esperto come il suo sembra quella preferita dalla dirigenza, sebbene la cautela mostrata in pubblico resti massima.

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