Berrettini rimonta Lajovic e vola ai quarti a Rio de Janeiro, ora sfiderà Buse

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il cammino di Matteo Berrettini all’ATP 500 di Rio de Janeiro prosegue spedito, e lo fa all’insegna della resilienza, una qualità che il tennista romano ha dovuto rispolverare in un match, quello contro il serbo Dusan Lajovic, che si era messo in salita sin dalle prime battute. Sul terreno in terra rossa del Jockey Club Brasileiro, lo stesso dove il torneo sudamericano di maggior prestigio mette in palio un montepremi di 2,469 milioni di dollari, Berrettini ha ceduto il primo parziale con un netto 6-3, faticando a trovare contromisure efficaci al tennis solido e senza sbavature del serbo, numero 128 del ranking mondiale.

Si è visto un Berrettini inizialmente in difficoltà, quasi imbrigliato dalla ragnatela tattica dell’avversario, ma nel secondo set qualcosa è scattato nella testa e nel braccio dell’azzurro: ha cominciato a spingere con maggiore convinzione con il dritto, l’arma che tradizionalmente gli apre le porte dei match, e ha trovato il break decisivo che gli ha consegnato il parziale per 6-4, riportando la partita in perfetta parità. La fatica spesa da Lajovic per contenere la reazione del romano si è vista tutta nel terzo e decisivo set, dove Berrettini ha operato il definitivo allungo, chiudendo 6-2 dopo poco più di due ore di gioco e festeggiando, così, il quattordicesimo quarto di finale in carriera su questa superficie, il primo dopo il Titolo conquistato a Kitzbuhel nel 2024. Una prestazione, la sua, che gli consente di diventare il secondo italiano, dopo Fabio Fognini, a raggiungere almeno due volte questo turno nel torneo carioca.

L’impresa di Buse, il peruviano che ha spento i sogni del beniamino di casa Fonseca

Se il successo di Berrettini porta la firma di una rimonta, quella che ha disegnato il suo prossimo avversario, il giovane peruviano Ignacio Buse, è una vera e propria impresa che ha riscritto un pezzo di storia del tennis sudamericano. Sul centrale intitolato a Guga Kuerten, davanti a un pubblico interamente schierato con il fenomeno locale Joao Fonseca, numero 38 del mondo e terza testa di serie del tabellone, il 21enne di Lima ha disputato una partita di una maturità impressionante. Non molti, va detto, avrebbero scommesso su di lui, considerando anche il valore del suo avversario, un Fonseca che, nonostante le difficoltà di questo avvio di stagione, rimane uno dei giovani più talentuosi in circolazione. E invece Buse, classe 2001 e numero 91 ATP, ha avuto la freddezza di ribaltare una situazione che dopo il primo set lo vedeva sotto 7-5, complice anche la pioggia che aveva spezzato il ritmo del match nella giornata di giovedì.

Nel secondo parziale, il peruviano ha cambiato marcia, ha alzato il livello della intensità e ha cominciato a leggere con maggiore chiarezza il gioco del brasiliano, concedendogli poco e nulla. Il 6-3 con cui ha chiuso il secondo set è stato il preludio a un terzo set giocato con il coltello tra i denti, nel quale ha addirittura dovuto difendere e vincere tre palle break consecutive sul 4-3, prima di piazzare l’ace che gli ha regalato il match, il primo della sua carriera contro un top 50. Con questo successo, Buse non solo si è guadagnato l’accesso ai quarti di finale — diventando il primo peruviano di sempre a riuscirci in un torneo di categoria 500 — ma si è anche guadagnato il diritto di sfidare Berrettini in una partita che, sulla carta, non ha precedenti.

Un tabellone che si apre per Berrettini in vista del confronto con Buse

Osservando la parte di tabellone in cui è inserito il tennista azzurro, non si può fare a meno di notare come l’eliminazione di Fonseca, il grande favorito per il pubblico locale, abbia spalancato le porte a un percorso che oggettivamente appare più agevole. Certo, non si può mai dare nulla per scontato nel tennis, specialmente su una superficie come la terra rossa, che livella le forze in campo e favorisce chi ha gambe buone e testa, ma è innegabile che l’avversario che ora attende Berrettini, pur reduce da una vittoria di prestigio, non abbia la stessa caratura del baby brasiliano. Buse, dal canto suo, arriva a questo appuntamento forte di un record di 24 vittorie e 5 sconfitte sulla terra battuta dall’inizio del 2023, un ruolino di marcia che suggerisce come si trovi perfettamente a suo agio su questa superficie. Per il romano, forte di un ranking che lo vede attualmente al numero 55 del mondo, si tratta di una ghiotta occasione per continuare a macinare punti e ritrovare quelle sensazioni che sulla terra, in passato, gli hanno regalato soddisfazioni importanti. La sfida, in programma nei prossimi giorni, metterà di fronte due generazioni diverse del tennis, due stili e due storie, con l’azzurro chiamato a confermare i progressi visti nel corso del match contro Lajovic.

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