Risposta degli Stati Uniti all'attacco in Giordania: un equilibrio delicato
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Redazione Esteri
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La risposta degli Stati Uniti all'attacco contro la loro base in Giordania, che ha causato la morte di tre soldati americani e una quarantina di feriti, è stata decisa. Questo attacco è il primo dallo scoppio del conflitto a Gaza. Il presidente Joe Biden ha confermato la decisione ai giornalisti prima di volare in Florida per raccogliere fondi elettorali.
Il contesto internazionale
Mentre l'Iran abbassava i toni, Russia e Cina invitavano alla de-escalation. Le tensioni in Medio Oriente hanno causato un aumento del prezzo del petrolio. Il petrolio greggio Brent ha guadagnato quasi l'1%, con i prezzi che hanno risposto positivamente intorno agli 81 dollari al barile.
La posizione dello Yemen
Il leader dei combattenti Houthi dello Yemen ha indicato che le loro forze sono pronte per un'ulteriore escalation militare contro gli eserciti di Stati Uniti e Regno Unito. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti non abbiano bisogno di un conflitto più ampio in Medio Oriente, hanno deciso di intraprendere azioni militari adeguate.
Biden e l'Iran: un equilibrio difficile
A tre giorni dall'attacco di droni contro una base militare americana in Giordania in cui sono morti tre soldati americani, Joe Biden valuta le opzioni. Se da un lato deve rispondere all'attacco, rivendicato da gruppi armati vicini all'Iran, dall'altro non intende rischiare un conflitto con la Repubblica Islamica che, da parte sua, smentisce ogni coinvolgimento. "Gli stati Uniti non cercano la guerra" ribadisce oggi gran parte dei quotidiani americani riportando le parole del portavoce della Sicurezza nazionale, John Kirby, ma neanche "tollereranno attacchi alle proprie forze", come ha chiarito il segretario alla Difesa Lloyd Austin.




