Giorgetti a Pontida: i nemici della Lega sono fuori, non dentro
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Redazione Interno
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Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha scelto il palco del raduno di Pontida per dettare la linea politica del Carroccio, in un intervento nel quale ha indicato con nettezza dove si annidano le insidie per il partito. «I nemici non sono dentro la Lega ma fuori e sono più raffinati, e magari non si vedono», ha affermato dal pratone, davanti a una platea di militanti e amministratori locali.
Il ragionamento del titolare del dicastero di via XX Settembre si è poi spostato sul significato storico della manifestazione, evocando le parole d’ordine che da decenni scandiscono il linguaggio del partito. «Dalla somma di fratelli, libero e suolo viene fuori una parola magica: federalismo… ecco perché siete venuti a Pontida», ha concluso, secondo quanto riportano le agenzie presenti sul posto.
Nel suo discorso Giorgetti non si è limitato a una generica esortazione all’unità, ma ha voluto rivolgersi direttamente a chi ha scelto di esserci e a chi, al contrario, ha disertato l’appuntamento sul prato bergamasco. «Se voi condividete questo, siete venuti a Pontida. Ma vorrei farvi poi una domanda a ciascuno di voi, perché me la sono fatta prima di tutto a me stesso.
Prima di tutto a quelli che hanno deciso di non venire», ha detto, in un passaggio che è stato letto come un messaggio nemmeno troppo velato alle componenti interne più critiche verso la gestione attuale. Il ministro ha poi aggiunto che «senza di voi lo spirito di Pontida muore», espressione che secondo diverse interpretazioni giornalistiche suona come un monito alla necessità di non disperdere il patrimonio identitario del movimento.
Sul pratone è risuonata anche la voce del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenuto per indicare quella che a suo avviso deve essere la rotta del partito. Il presidente della Regione ha rivendicato i risultati conseguiti in ambito locale come modello di azione politica, sottolineando come «con la fatica quotidiana, la serietà, poche promesse e molti fatti, la Lega è stata riconfermata primo partito e la coalizione ha vinto con il 64%».
Un richiamo alla concretezza amministrativa che, nelle intenzioni del governatore, dovrebbe rappresentare il criterio guida per il rilancio del partito su scala nazionale. Dal Friuli Venezia Giulia sono giunte a Pontida circa quattrocento persone, distribuite su quattro corriere.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha affrontato il tema del ruolo dei territori del Nord all’interno del progetto politico della Lega, riportando al centro dell’agenda quella che ha definito la «questione settentrionale». «Io resto dell’idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale. Le istanze del Nord devono essere accolte», ha dichiarato il governatore, il quale ha poi collegato la rivendicazione settentrionale alle esigenze economiche complessive del Paese.
«La questione sud va risolta ma ce ne è anche una del nord che è la locomotiva dell’Italia e ha bisogno di risposte, altrimenti questo paese va a finire male», ha aggiunto Zaia, riprendendo una formulazione che da tempo caratterizza il suo posizionamento politico.
Tra i gazebo allestiti sul pratone, uno in particolare ha attirato l’attenzione dei presenti: si tratta dello stand dedicato alla raccolta fondi in sostegno di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a quattordici anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un assalto alla sua gioielleria nell’aprile del 2021.
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