Oltre duecento militanti della Lega a Pontida, tra canti e polemiche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oltre duecento militanti del Lecchese hanno preso parte, domenica 21 settembre, al raduno annuale di Pontida, un appuntamento che per il Carroccio rappresenta molto più di una semplice adunata, costituendo piuttosto un momento fondativo e identitario, come sottolineato dal segretario regionale Butti, il quale ha affermato che “oggi si respirava identità”. Il cosiddetto ‘pratone’ di Bergamo ha fatto da cornice a una giornata che ha saputo coniugare, nella sua consueta formula, la dimensione locale con quella internazionale, mescolando la passione della base ai messaggi politici lanciati dai leader dal palco.

Tra i momenti più discussi della giornata, spiccano le dichiarazioni del vicesegretario Roberto Vannacci, il quale è tornato a ribadire il suo sostegno alle tematiche care alla sua visione storica. Il generale ha infatti sostenuto con forza che il giuramento di Pontida del 1167, che sancì la nascita della Lega lombarda, “andrebbe insegnato nelle scuole, così come tante altre cose”, paragonandone l’importanza a quella di Alessandro Manzoni e aggiungendo, in un passaggio ancor più polemico, gli “eroi della X Mas”, citando espressamente Durand de la Penne ed Emilio Bianchi. Secondo Vannacci, esiste un deficit di memoria storica nei giovani, i quali ignorerebbero il sacrificio di “quelle persone che hanno dato la vita per il Paese”.

La dimensione della festa, però, non è mancata, con la colonna sonora dell’evento affidata a brani come “Gli anni” degli 883 e “Su di noi” di Pupo, senza dimenticare l’immancabile inno “Alfa”. Lo stesso Vannacci si è concesso, alla vigilia dell’evento, un fuori programma canoro intonando “Generale” di De Gregori in un karaoke notturno insieme ai giovani leghisti veneti, mentre questi ballavano e spillavano birra, in un clima di grande coinvolgimento.

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