È morto Neil Sedaka, il cantautore americano autore di "Oh! Carol" e "Breaking Up Is Hard to Do"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il mondo della musica piange la scomparsa di Neil Sedaka, leggendario cantautore e compositore statunitense, venuto a mancare all'età di ottantasei anni. La notizia, diffusa nella giornata di venerdì, è stata confermata dai familiari attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sui profili social dell'artista, dove si legge di un dolore immenso per una perdita tanto improvvisa quanto inaspettata. Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa internazionali, Sedaka sarebbe stato colto da un malore nella mattinata nella sua casa di Los Angeles, un malessere che ne avrebbe reso necessario il trasferimento d'urgenza in un ospedale della contea, dove ogni tentativo di stabilizzarlo si sarebbe rivelato purtroppo vano. La causa specifica del decesso non è stata tuttavia resa nota pubblicamente dalla famiglia, che ha scelto di ricordarlo, nella dichiarazione ripresa da Variety, come una figura centrale non solo per la sua innegabile statura artistica — definendolo una «vera leggenda del rock and roll» — ma anche e soprattutto per le sue qualità umane, un aspetto, quest'ultimo, sottolineato da coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo personalmente.
L'ascesa di un ragazzo di Brooklyn e il sodalizio con Howard Greenfield
Nato e cresciuto a Brooklyn, Sedaka mostrò fin da giovanissimo un talento precoce per la musica, tanto da guadagnarsi una borsa di studio per la Juilliard School, dove inizialmente si formò seguendo un percorso classico. Fu però l'incontro con Howard Greenfield, un vicino di casa, a cambiare il corso della sua vita e della musica popolare: insieme formarono uno dei sodalizi creativi più prolifici della celebre epoca del Brill Building di New York. Dal loro sodalizio nacquero decine di brani destinati a entrare nell'immaginario collettivo, alcuni dei quali scritti per altri interpreti prima ancora che per sé stesso. Un esempio su tutti è "Stupid Cupid", portata al successo nel 1958 da Connie Francis, una cantante che proprio con le canzoni di Sedaka avrebbe consolidato la propria fama. In quegli stessi anni, l'artista newyorkese avviò anche una carriera solista, pubblicando una serie di singoli di grande presa popolare come "The Diary", che lo imposero all'attenzione del pubblico adolescenziale amerinese.
L'impatto sulla scena musicale tra anni Sessanta e Settanta
Se l'avvento dei Beatles e della cosiddetta British Invasion mise in ombra molti dei suoi contemporanei, costringendolo a un ridimensionamento della propria carriera discografica a favore dell'attività di songwriting per terzi, la seconda metà degli anni Settanta segnò per Sedaka un ritorno al successo clamoroso e del tutto inaspettato. Firmato per l'etichetta Rocket di Elton John, un suo estimatore, tornò prepotentemente in classifica con brani come "Laughter in the Rain" e "Bad Blood", quest'ultimo impreziosito dalla voce non accreditata dello stesso John. Sono gli anni in cui incide anche la versione rallentata di "Breaking Up Is Hard to Do", brano che nella sua versione originale del 1962 lo aveva già portato al numero uno, e che in questa nuova veste gli valse una candidatura ai Grammy. Il suo contributo alla musica, tuttavia, non si limitò alle proprie incisioni: "Love Will Keep Us Together", composta con Greenfield, divenne un vero e proprio inno generazionale nella reinterpretazione del duo Captain & Tennille, aggiungendo un ulteriore tassello a un catalogo che, per ricchezza e varietà, pochi possono vantare.
Il riconoscimento di una carriera e l'eredità artistica
Con oltre sessant'anni di carriera alle spalle, Neil Sedaka ha collezionato tre numeri uno nella classifica Billboard Hot 100 e piazzato trenta brani nella medesima graduatoria, di cui nove nella top ten. Il suo contributo all'industria discografica è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze: una stella sulla Hollywood Walk of Fame, ricevuta nel 1978, l'inserimento nella Songwriters Hall of Fame nel 1983 e cinque nomination ai Grammy Awards. Solo due anni fa, aveva ufficialmente annunciato il ritiro dall'attività di compositore, cedendo poi il suo catalogo alla Primary Wave Music. Lascia la moglie Leba, sposata nel lontano 1962, i due figli Marc e Dara e tre nipoti, ai quali il messaggio della famiglia, nel dare l'annuncio, ha voluto rivolgere un pensiero particolare, un gesto che conferma come, al di là del successo planetario, il ritratto più autentico di Sedaka resti quello di un uomo profondamente legato ai suoi affetti.




