È morto Neil Sedaka, l'architetto del pop americano aveva 86 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il cantautore, pianista e compositore statunitense Neil Sedaka, uno dei protagonisti assoluti della scena pop internazionale tra la fine degli anni Cinquanta e tutti i Settanta, è morto all'età di 86 anni a Los Angeles. La notizia, diffusa dalla famiglia attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sui profili social dell'artista, parla di una scomparsa improvvisa che ha lasciato sbigottiti i cari, sebbene non sia stata resa nota la causa del decesso. Nato e cresciuto a Brooklyn, Sedaka aveva dimostrato un talento precoce per la musica, tanto da studiare pianoforte con una borsa di studio presso la prestigiosa Juilliard School, prima di abbandonare la carriera classica per dedicarsi a quel rock and roll che lo avrebbe reso celebre. Il sodalizio artistico con il paroliere Howard Greenfield, suo vicino di casa, si rivelò fondamentale: dalla loro collaborazione, nata nel mitico Brill Building, uscirono decine di successi, non solo per lo stesso Sedaka ma anche per altri interpreti, come la celebre Stupid Cupid incisa da Connie Francis o Love Will Keep Us Together, portata al numero uno nel 1975 dal duo Captain & Tennille.
Una carriera costellata di successi senza tempo e una seconda giovinezza negli anni Settanta
La sua voce e il suo inconfondibile stile pianistico lo resero un idolo giovanile già all'inizio del decennio successivo, con brani destinati a diventare degli standard come Oh! Carol, canzone che dedicò alla collega e allora fidanzata Carole King, Calendar Girl e Happy Birthday Sweet Sixteen. Il vero e proprio apice di quel periodo iniziale, però, arrivò nel 1962 con Breaking Up Is Hard to Do, un pezzo che scalò le vette delle classifiche di tutto il mondo e che lui stesso avrebbe reinciso in una versione più lenta e malinconica anni dopo. L'avvento della Beatlemania e della cosiddetta "invasione britannica" misero in ombra molti artisti della sua generazione, e lo stesso Sedaka vide la sua popolarità declinare verso la metà degli anni Sessanta, un periodo che lo portò a concentrarsi principalmente sull'attività di compositore per terzi. La svolta, o meglio la rinascita, avvenne nel decennio successivo grazie all'amicizia con Elton John, che lo mise sotto contratto per la sua etichetta, la Rocket Records, e gli permise di tornare prepotentemente sulla scena con successi come Laughter in the Rain e Bad Blood, che gli valsero nuovi dischi d'oro e un posto fisso nelle programmazioni radiofoniche.
L'eredità musicale e il cordoglio della famiglia per una leggenda del rock and roll
Con oltre sessant'anni di carriera alle spalle, Sedaka ha pubblicato venticinque album in studio e ha collezionato trenta presenze nella classifica dei singoli americana, nove delle quali nella top ten. Il suo contributo alla musica leggera è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze, tra cui una stella sulla Hollywood Walk of Fame e l'inserimento nella Songwriters Hall of Fame, un tributo dovuto a un uomo che ha saputo scrivere alcune delle pagine più luminose del pop occidentale. Lascia la moglie Leba, sposata nel lontano 1962, i due figli, Dara e Marc, e tre nipoti, tutte persone che nel comunicato diffuso alla stampa hanno voluto ricordarlo non solo come un'artista capace di ispirare milioni di persone in tutto il mondo, ma soprattutto, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino, come un marito, un padre e un nonno straordinario, un essere umano la cui mancanza si farà profondamente sentire. Oltre alle apparizioni televisive, tra cui una delle prime volte al Saturday Night Live, e alla presenza come giudice ospite in programmi come American Idol, Sedaka non aveva mai smesso di esibirsi dal vivo, restando un punto di riferimento per generazioni di musicisti e per tutti coloro che hanno amato le sue melodie.




