Sinisa Mihajlovic, il dolore delle figlie a tre anni dalla scomparsa: «Speriamo sia un brutto sogno»
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Redazione Sport
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Sono trascorsi tre inverni da quel 16 dicembre 2022, data in cui Sinisa Mihajlovic si è spento a soli cinquantatré anni, dopo una coraggiosa e pubblica battaglia contro la leucemia mieloide acuta. Un lutto che, nel panorama del calcio italiano, ha scavato un solco profondo, rimanendo una ferita non rimarginata per tifosi, colleghi e per tutti coloro che ne hanno ammirato la forza di carattere, sia in campo come calciatore di rango – celebre per i suoi calci piazzati – sia in panchina, dove ha guidato con passione diverse squadre, tra le quali il Bologna, la sua ultima esperienza da allenatore iniziata nel 2019. La sua assenza, del resto, si fa sentire in modo particolare in occasione di certe partite, come il recente match tra Lazio e Bologna, che ha visto intrecciarsi i due colori più rappresentativi della sua carriera agonistica: i biancocelesti, con cui ha collezionato 126 presenze in Serie A, e i rossoblù, a cui era legato fino all’ultimo.
Se il mondo dello sport continua a commemorare pubblicamente la sua figura, è nello spazio privato, e per questo ancor più straziante, del nucleo familiare che il vuoto si manifesta nella sua forma più cruda. Arianna, Viktorija e Virginia, le tre figlie di Sinisa, vivono questo anniversario con una percezione di smarrimento che il tempo non ha attenuato, confessando, come riportato in alcune loro dichiarazioni, di svegliarsi ogni mattina con la flebile, disperata speranza che tutto sia solo un incubo dal quale destarsi. Una condizione di sospensione emotiva, quella che le avvolge, nella quale la routine quotidiana è ancora scandita dall’assenza di un padre il cui ricordo, per quanto vivido, non può colmare la distanza fisica.
Accanto a loro, la moglie Arianna Mihajlovic ha scelto di condividere sui social network un frammento della propria intimità, pubblicando una fotografia che la ritrae insieme al marito in un momento di serena complicità. Nell’accompagnare l’immagine con un messaggio, ha rivolto un pensiero a quanti portano dentro lo stesso dolore: “Non piangete la sua assenza”, ha scritto, invitando piuttosto a sentirlo vicino e a continuare a parlargli, nella convinzione che il suo amore, che in terra era stato tanto intenso e diretto, possa ora riverberare da un altrove celeste. Un invito, il suo, a trasformare la mancanza in una presenza interiore, sebbene il post si chiuda con una personale, struggente dichiarazione d’amore rivolta a quell’uomo che manca da tre lunghi anni.




