Ilaria Salis condannata per licenziamento: la replica dopo i 300mila euro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ilaria Salis è stata condannata al pagamento di 300mila euro per il licenziamento illegittimo di due suoi collaboratori e ha risposto alla decisione con un intervento pubblicato sui social. L’europarlamentare in quota Avs ha spiegato che la scelta di interrompere la collaborazione non sarebbe stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni, sostenendo che i due assistenti non rispondevano alle email nonostante questa fosse una delle loro principali attività. Nel suo messaggio ha raccontato di aver pensato inizialmente che non ci fossero secondi fini, ma di aver maturato successivamente l’impressione che il loro ruolo fosse utilizzato per influenzare le sue decisioni.

Secondo quanto dichiarato da Ilaria Salis, quando comunicò la fine della collaborazione i due assistenti le avrebbero detto che l’avrebbero rovinata. La vicenda riguarda il licenziamento di due collaboratori a Bruxelles, che hanno contestato la decisione ottenendo una condanna con un indennizzo da 300mila euro. Il caso ha portato nuove reazioni politiche e ha aperto un confronto sulle accuse rivolte all’europarlamentare, mentre Salis ha scelto di difendere pubblicamente la propria posizione attraverso i social.

Le critiche politiche dopo la condanna per il licenziamento

La condanna per licenziamento illegittimo ha provocato anche le critiche di Marco Rizzo, ex parlamentare di Rifondazione Comunista, che da tempo rivolge attacchi agli esponenti del centrosinistra. Tornando sul caso di Ilaria Salis, Rizzo ha definito la vicenda come una contraddizione rispetto al ruolo che, secondo lui, dovrebbe avere chi difende i lavoratori. La sua critica si è concentrata sul fatto che Salis, considerata una figura vicina alle battaglie sociali, sia stata condannata proprio in una controversia legata al rapporto con due collaboratori.

Nel dibattito politico sono emerse anche altre contestazioni sulla gestione dei rapporti di lavoro degli assistenti. Alcune ricostruzioni hanno parlato di contratti contestati e mai registrati, mentre sul caso si sono registrate reazioni differenti tra le forze politiche. Avs ha difeso la posizione dell’europarlamentare, mentre altri esponenti del centrosinistra hanno mantenuto una posizione più riservata sulla vicenda.

Chi sono i due ex collaboratori coinvolti nella causa

I due ex assistenti di Ilaria Salis che hanno vinto la causa sono Valentina Dadda e Francois Gelmetti. Entrambi sono stati licenziati con una lettera del febbraio scorso e sono anche i gestori di Ca’ Dadda a Venezia, una struttura ospitata in un palazzo sul Canal a pochi metri da Rialto. L’attività propone spazi destinati all’uso turistico ricettivo o a eventi, con ambienti descritti come legati a un’offerta di soggiorno di lusso.

Il nome dei due collaboratori è tornato al centro dell’attenzione proprio dopo la decisione sul licenziamento e sull’indennizzo stabilito. La struttura gestita da Dadda e Gelmetti è stata citata nelle ricostruzioni del caso per la sua attività ricettiva a Venezia. Tra gli esempi riportati figura un soggiorno per due persone di due notti nel periodo di Ferragosto, dal 13 al 15 agosto 2026, con un costo indicato di 3880 euro.

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