Il caldo record e l’afa non mollano l’Emilia-Romagna, tra nebbia e polvere del Sahara

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il risveglio in Emilia-Romagna, questa mattina, è stato segnato da una fitta coltre di foschia che ha avvolto gran parte della pianura, con visibilità ridotta soprattutto nelle aree del Bolognese e del Ravennate. La nebbia, favorita dall'elevato tasso di umidità che caratterizza le ore notturne e le prime luci dell'alba, ha interessato anche le province di Forlì-Cesena e il Riminese, dove la coltre grigia si è diradata più lentamente rispetto ad altre zone.

Un fenomeno tipico di questo periodo, certo, ma che assume una rilevanza particolare se letto in parallelo con le condizioni meteo decisamente anomale che stanno caratterizzando il finale di agosto: il caldo umido, infatti, non dà tregua e si accompagna a un cielo lattiginoso e offuscato, effetto della polvere sahariana sospesa nell'atmosfera.

L'effetto del polverume desertico e la quinta ondata di calore

Il meteorologo Pierluigi Randi, interpellato sulla questione, ha spiegato che quel colore biancastro che molti hanno notato osservando il sole negli ultimi giorni non è semplicemente dovuto a nubi alte e sottili, ma alla massiccia presenza di polveri provenienti dal Nord Africa.

Questa polvere, come evidenziato anche dai servizi di monitoraggio come Copernicus, viaggia sospesa in quota associata all'ennesima rimonta anticiclonica di matrice sub-tropicale; un fenomeno che ormai sembra essere diventato una costante di questa stagione, definita dall'esperto "disgraziata" proprio per la ripetitività di questi eventi. È la quinta ondata di calore che colpisce la regione, e le temperature non accennano a diminuire, anzi, il termometro è pronto a raggiungere nuovamente i 38 gradi, con un tasso di umidità che rende la percezione del caldo ancora più opprimente e afosa.

Bollino arancione e zone più colpite: l'afa non concede tregua

Le previsioni per le ore centrali della giornata parlano chiaro: il bollino arancione per il caldo resterà acceso su tutta l'Emilia-Romagna, con picchi massimi che oscilleranno tra i 37 e i 38 gradi, ma a soffrire maggiormente saranno le zone interne della parte orientale della regione. L'asse che va da Bologna fino a Forlì e Cesena rappresenta l'area più rovente, dove l'afa si fa sentire con maggiore intensità a causa della scarsa ventilazione e della conformazione geografica che trattiene l'umidità.

Mentre i residenti delle città si affidano a ventilatori e condizionatori per trovare refrigerio, la natura stessa sembra reagire a questo sbalzo termico: non è raro, infatti, che l'instabilità generata da tanto calore e umidità inneschi violenti temporali pomeridiani, come già accaduto in alcune zone di confine tra il Piacentino e la Lombardia, dove nel corso del pomeriggio si è abbattuta una grandinata improvvisa.

Un finale d'agosto senza respiro tra caldo record e fenomeni estremi

L'estate, insomma, non mostra alcuna intenzione di allentare la sua morsa, e questo finale di agosto si preannuncia come un prolungamento estenuante di una stagione già caratterizzata da estremi climatici. Mentre la pianura si risveglia avvolta nella nebbia, segno di un'umidità fuori scala, il resto della giornata si trasforma rapidamente in una fornace, con l'aria rovente che arriva direttamente dal deserto a rendere l'atmosfera quasi irrespirabile.

I meteorologi locali non prevedono un cambiamento significativo almeno fino a sabato pomeriggio, quando un possibile fronte potrebbe portare un lieve calo delle temperature, ma per il momento l'Emilia-Romagna resta stretta nella morsa di un caldo record che mette a dura prova la resistenza di abitanti e colture, mentre la polvere sahariana continua a tingere il cielo di un colore irreale.

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