Il padre di Stefano De Martino riceve il premio Salerno Danza: "Ho smesso per lui"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A volte i sogni, quelli più veri, non si spezzano ma semplicemente cambiano forma, intrecciandosi silenziosi tra le generazioni. È quanto accaduto a Enrico De Martino, ballerino napoletano classe 1963, al quale è stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il Premio Salerno Danza alla carriera, nel corso della XXIV edizione diretta da Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino dello stesso teatro. Sul palco, in una serata che celebra l'arte coreutica, non salirà dunque il noto conduttore televisivo, bensì suo padre, colui che – prima di ogni altra cosa – ne è stato la prima guida e il sostenitore più tenace.
La scelta di una vita
Il racconto di Enrico De Martino, emerso da una recente intervista, è un affresco di sacrificio e amore paterno, dove la carriera personale cede il passo a una responsabilità più grande. L'artista, che aveva calcato le scene del massimo teatro napoletano, ha infatti deciso di appendere le scarpette al chiodo all'età di venticinque anni, proprio quando la moglie gli comunicò di aspettare Stefano. Una scelta radicale, che lui stesso definisce non come una rinuncia ma come un naturale riorientamento delle proprie priorità; un gesto che, se da un lato ha interrotto precocemente la sua traiettoria artistica, dall'altro ha costruito le fondamenta del successo del figlio.
Un riconoscimento atteso
Il premio alla carriera giunge quindi a distanza di molto tempo, a sigillare un percorso artistico che, sebbene interrotto, ha lasciato un segno significativo. La cerimonia, un gran galà che annualmente riunisce nomi illustri della danza, assume in questo caso un valore profondamente simbolico, riconoscendo il merito non solo di un ballerino ma di un uomo che ha saputo interpretare la paternità come la sua opera più importante. La direzione artistica di Paone e Ferrone ha così voluto rendere omaggio a una figura che, pur lontana dai riflettori nazionali, incarna i valori di dedizione e passione trasmessi attraverso la disciplina della danza.
Il filo della danza
Quel legame profondo con il movimento, quel linguaggio del corpo appreso fin dall'infanzia, è diventato un'eredità preziosa che Enrico ha trasmesso al figlio, il quale, a sua volta, ne ha fatto un elemento distintivo della sua carriera performativa. Si può dire, senza timore di esagerare, che la danza abbia costituito un filo conduttore tra i due, un vocabolario comune che va al di là delle parole. L'arte, in questo caso, si è rivelata non solo una professione ma un mezzo per tessere una relazione unica, fatta di insegnamenti silenziosi e di esempi concreti, dove il palcoscenico della vita ha finito per essere il più formativo.




