Santa Marta si prepara per il ritorno di Francesco
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Redazione Interno
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Casa Santa Marta, la residenza vaticana che dal 2013 ospita Papa Francesco, è pronta ad accogliere nuovamente il Pontefice dopo il lungo ricovero al Policlinico Gemelli. Domani, infatti, Jorge Mario Bergoglio lascerà l’ospedale romano dove è stato ricoverato per 38 giorni a causa di una polmonite bilaterale e di un’infezione respiratoria polimicrobica, condizioni che lo hanno messo, come riferito dai medici, “due volte in pericolo di vita”.
La dimissione, annunciata nel corso di un briefing con la stampa convocato all’ultimo momento, segna l’inizio di una nuova fase per il Papa, che dovrà affrontare un periodo di convalescenza di almeno due mesi. Durante questo tempo, Francesco sarà sottoposto a un regime di “dimissioni protette”, che prevede una serie di restrizioni e precauzioni per garantire una ripresa completa.
A Santa Marta, intanto, tutto è stato predisposto per accogliere il Pontefice nel migliore dei modi. Il letto di legno che lo ospita è stato sostituito, mentre i turni del personale sono stati rafforzati per assicurare un’assistenza costante. Nonostante il ritorno a casa, però, il Papa dovrà limitare i contatti con l’esterno: niente incontri con gruppi o bambini, per evitare il rischio di esposizione a nuovi virus, e una riduzione al minimo delle visite.
Luigi Carboni, il medico che ha seguito Francesco durante il ricovero e che ora ne curerà la riabilitazione in Vaticano, ha delineato un programma rigoroso. Il Papa dovrà continuare a utilizzare l’ossigeno attraverso le cannule nasali e sottoporsi a terapie motorie e respiratorie per recuperare pienamente l’autonomia, anche a livello vocale. Un percorso impegnativo, ma necessario per riacquistare le forze dopo un’esperienza che lo ha messo a dura prova.
Prima di lasciare il Gemelli, Francesco ha espresso il desiderio di affacciarsi dalla finestra dell’ospedale per recitare l’Angelus, un gesto simbolico che segna la fine di un capitolo difficile e l’inizio di una nuova fase di recupero. Un momento atteso non solo dai fedeli, ma da quanti hanno seguito con preoccupazione le sue condizioni di salute.




