Strage di Casalotti a Roma, il coinquilino parla del killer

Strage di Casalotti a Roma, il coinquilino parla del killer
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La strage di Casalotti a Roma è al centro delle indagini dopo il triplice omicidio avvenuto venerdì sera in un appartamento di via Montiglio, nella periferia ovest della capitale, dove una famiglia è stata sterminata e un giovane di 18 anni è rimasto gravemente ferito. Il presunto responsabile, un uomo di 43 anni originario del Bangladesh identificato come Hossain Shahadat, risulta ancora ricercato dalle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso, l’aggressione sarebbe avvenuta con una mannaia già sequestrata sulla scena, mentre la polizia continua le ricerche anche attraverso la diffusione di una foto del sospettato.

Il racconto del coinquilino e i retroscena nella comunità

Nel contesto della strage di Casalotti a Roma emerge il racconto del coinquilino dell’uomo ricercato, che riferisce di aver iniziato la convivenza circa sei mesi prima dei fatti. Il ventottenne Ali Ahamad racconta di non aver visto Shahadat da almeno tre giorni prima della strage, elemento che si inserisce nel quadro delle verifiche in corso. Nella comunità bengalese della capitale si parlava di una presunta relazione tra l’uomo e la moglie di un uomo di nome Kamal, anche se non sarebbero mai emerse prove concrete, ma solo segnalazioni legate alla frequente presenza dei due insieme.

Secondo quanto riportato, il clima di tensione e le voci circolate negli ambienti frequentati dal sospettato si intrecciano con il contenuto di un post pubblicato su Facebook prima della strage, nel quale l’uomo scriveva frasi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori. Nel messaggio si legge: “Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno”, parole che ora vengono analizzate nel contesto delle indagini sul movente e sulla dinamica dei fatti avvenuti a Casalotti.

Le ricerche del sospettato e la scena del triplice omicidio

Le ricerche del presunto autore della strage di Casalotti a Roma proseguono senza interruzioni da parte di polizia e carabinieri, impegnati a rintracciare il 43enne fuggito dopo l’aggressione. Nella zona di via Montiglio, intanto, restano i segni della violenza, con una scia di sangue che ha ricostruito i movimenti dell’unico sopravvissuto, un giovane che avrebbe percorso i 24 gradini tra l’ingresso del palazzo e l’appartamento per cercare aiuto dopo l’attacco. All’interno dell’abitazione sono state uccise una donna di 38 anni e una bambina di otto anni, mentre il figlio maggiore è rimasto ferito.

Il caso del triplice omicidio ha attirato l’attenzione anche per la dinamica della fuga e per la rapidità con cui il sospettato si è allontanato dalla scena. Nel quartiere di Casalotti, davanti all’edificio in cui è avvenuto il fatto, sono stati lasciati fiori in segno di vicinanza alla famiglia colpita. Le indagini proseguono su più fronti, mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione gli ultimi movimenti dell’uomo e i possibili contatti avuti nelle ore precedenti alla strage.

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