Campidoglio, si dimette l'assessora Lucarelli: al suo posto la capogruppo dem Valeria Baglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Monica Lucarelli ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di assessora alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità del Comune di Roma. La decisione, come ha tenuto a precisare la stessa Lucarelli, non è maturata nelle ultime ore ma risale a qualche settimana fa, sebbene la comunicazione ufficiale sia arrivata solo oggi.

Con il sindaco Roberto Gualtieri era stato concordato un periodo di riflessione, durante il quale l'assessora ha ricevuto e accettato la proposta di entrare nel consiglio di amministrazione di Investimenti Spa, società che gestisce il progetto di rilancio della Fiera di Roma.

"Dopo quattro anni e mezzo è arrivato per me il momento di tornare a dedicarmi pienamente al mio percorso imprenditoriale e manageriale", ha dichiarato Lucarelli in una nota, spiegando le ragioni di una scelta che arriva a pochi mesi dalla scadenza naturale della consiliatura.

L'ex assessora ha voluto sottolineare l'assenza di frizioni con il primo cittadino e la volontà di continuare a servire la città in un nuovo ruolo: "I rapporti con il sindaco sono ottimi, per questo gli ho dato il tempo di cui aveva bisogno. Le ragioni sono in realtà più professionali e imprenditoriali che familiari".

Un avvicendamento programmato

Le dimissioni di Monica Lucarelli segnano un cambio di passo per l'amministrazione capitolina. La notizia, che era nell'aria da giorni, è stata accolta dal sindaco Gualtieri con un ringraziamento per il lavoro svolto dall'assessora in questi anni alla guida di un dicastero complesso, che includeva anche le deleghe all'Attrazione degli Investimenti e ai Mercati.

Lucarelli, che ha definito la politica "un luogo bellissimo" pur mettendo in guardia dal "rischio di inciampi" legato ai doppi incarichi, lascia quindi l'esecutivo per approdare in un ente strategico per lo sviluppo economico della Capitale. L'operazione, concordata nei dettagli con il sindaco, evita di configurare un rimpasto traumatico e garantisce una soluzione di continuità per un assessorato chiave in vista delle sfide amministrative che attendono Roma nei prossimi mesi.

Valeria Baglio, una scelta di blindatura

Per il dopo Lucarelli, Gualtieri ha immediatamente puntato su Valeria Baglio, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea Capitolina. La scelta del sindaco è caduta su una figura di profilo istituzionale, con una lunga carriera alle spalle all'interno delle istituzioni capitoline: Baglio, classe 1973, è stata infatti presidente dell'Assemblea Capitolina durante l'amministrazione Marino e da sempre rappresenta un punto di riferimento per la maggioranza che sostiene il sindaco. "Ho chiesto a Valeria Baglio di subentrare come assessora e sono molto lieto che abbia accettato. la sua profonda esperienza istituzionale e amministrativa e la conoscenza dell'Amministrazione saranno preziose per garantire la giusta continuità al lavoro svolto", ha commentato Gualtieri, sottolineando come la nomina rappresenti un segnale di blindatura politica della squadra di governo in vista della volata finale della consiliatura. La nuova assessora eredita un pacchetto di deleghe complesso, che spazia dal commercio su area pubblica ai bandi Bolkestein per i mercati rionali, fino alle politiche per l'attrazione degli investimenti esteri.

Il risiko dem per la successione

Se l'ingresso di Valeria Baglio in giunta è ormai ufficiale, il suo passaggio all'esecutivo apre un nuovo scenario politico all'interno del Partito Democratico romano. La nomina dell'ex capogruppo, infatti, lascia vacante il ruolo di leader dei democratici in Assemblea Capitolina, un posto di grande peso che ora diventa oggetto di attenzione e potenziali assestamenti interni al Nazareno.

Secondo quanto riportato da alcune ricostruzioni, la scelta di Gualtieri di optare per Baglio non avrebbe incontrato il consenso unanime di tutte le correnti del partito, che si aspettavano una promozione per l'attuale presidente della commissione Commercio, Andrea Alemanni. La vicenda, che si inserisce nel più ampio gioco delle alleanze in vista delle elezioni comunali del 2027, evidenzia come il ricambio ai vertici dell'amministrazione possa ridisegnare gli equilibri interni alla maggioranza e al principale partito che la sostiene.

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