A marzo sale la disoccupazione, colpiti giovani e donne: i dati Istat
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Redazione Economia
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A marzo il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 6,0%, segnando un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente, mentre quello giovanile – che riguarda la fascia tra i 15 e i 24 anni – è balzato al 19,0%, con un incremento di 1,6 punti. Lo rileva l’Istat, che ha diffuso i dati provvisori su occupati e disoccupati, evidenziando un quadro in chiaroscuro. Se da un lato il numero di persone in cerca di lavoro è cresciuto del 2,1% (+32mila unità), questa dinamica interessa esclusivamente gli uomini e gli under 50, mentre per le donne e i più giovani la situazione si è aggravata.
La diminuzione degli occupati, pari a 16mila unità (-0,1%), ha colpito soprattutto le donne, i minori di 35 anni, i dipendenti a termine e gli autonomi. Un dato che stride con l’andamento positivo registrato nel confronto trimestrale: tra il primo trimestre del 2025 e il quarto del 2024, infatti, si è osservato un aumento di 224mila occupati. Ma a marzo, la flessione ha riguardato principalmente le fasce più vulnerabili del mercato del lavoro, confermando un divario di genere e generazionale che non accenna a ridursi.
Nonostante i numeri mostrino criticità, il governo ha scelto di enfatizzare i risultati complessivi. La premier Giorgia Meloni, in un’intervista all’Adnkronos, ha ribadito che “dall’inizio del nostro esecutivo sono stati creati un milione di nuovi posti di lavoro, molti dei quali a tempo indeterminato, con un record per l’occupazione femminile”. Affermazioni che sembrano scontrarsi con la realtà dei fatti, almeno per quanto riguarda l’ultimo mese, in cui proprio le donne e i giovani hanno pagato il prezzo più alto.




