I dati Istat frenano l’ottimismo di Meloni: a marzo 16mila occupati in meno
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Redazione Economia
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A poche ore dal video in cui la premier Giorgia Meloni esaltava i successi occupazionali del governo, l’Istat ha diffuso i dati preliminari relativi a marzo, che mostrano un lieve calo del numero di occupati e un aumento della disoccupazione giovanile. Sebbene il confronto annuo resti positivo, i nuovi numeri smorzano, almeno in parte, il trionfalismo di Palazzo Chigi.
Secondo l’istituto di statistica, gli occupati a marzo sono scesi a 24 milioni e 307mila, con una diminuzione di 16mila unità rispetto a febbraio. Un dato che interrompe una serie di risultati favorevoli, anche se il tasso di disoccupazione generale, salito al 6,0%, registra un incremento contenuto, pari a soli 0,1 punti percentuali. Ben più preoccupante, invece, è la situazione dei giovani under 35, tra i quali la disoccupazione ha raggiunto il 19,0%, con un balzo di 1,6 punti in un solo mese.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le donne e i lavoratori under 30, categorie che continuano a subire le conseguenze di un mercato del lavoro ancora fragile, nonostante i recenti miglioramenti. Se da un lato il governo può vantare un bilancio annuale positivo, dall’altro l’ultimo rapporto dell’Istat evidenzia come la ripresa non sia né lineare né uniforme.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, con l’opposizione che ha colto l’occasione per criticare l’ottimismo della maggioranza, mentre dal governo è arrivata la consueta cautela nell’interpretare i dati mensili, definiti "altalenanti". Intanto, gli analisti sottolineano che la flessione, seppur modesta, potrebbe riflettere l’incertezza legata al rallentamento economico globale, oltre che alle specificità del mercato italiano, dove la precarietà e le disparità di genere restano nodi irrisolti.




