Milano riapre la finale scudetto, Egonu (34 punti) stende Conegliano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Serviva una prestazione di quelle che lasciano il segno, una di quelle partite dove la disperazione si trasforma in energia positiva, e la Numia Vero Volley Milano l’ha confezionata su misura al Palaverde. Le ragazze di Lavarini, con le spalle saldamente al muro dopo lo 0-2 nella serie, hanno sbancato il campo della Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano con un netto 1-3, dimostrando che il discorso scudetto è ben lontano dall’essere archiviato. Un’impresa costruita punto su punto, set dopo set, che costringe le campionesse in carica a rimandare i festeggiamenti per il nono titolo e a preparare le valigie per la trasferta di mercoledì all’Allianz Cloud.

La furia di Egonu e l’equilibrio spezzato nel terzo set

Se c’è un nome che riecheggia più di altri al termine di questa gara 3, quello è Paola Egonu. L’opposta, capitano e faro della squadra, ha firmato una di quelle serate da “fantascienza” (come qualcuno ha giustamente sottolineato) mettendo a referto 34 punti che pesano come macigni. Non è stato solo un esercizio di potenza bruta, ma una lezione di lucidità nei momenti caldi. Dopo un primo set gestito con autorità (20-25) e un secondo parziale finito alla cenerentola (25-20), la partita è letteralmente esplosa nel terzo set. Lì, sul filo del rasoio, Milano ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Il punteggio di 28-30 racconta di un equilibrio perfetto spezzato solo dalla determinazione ospite, con Egonu che ha macinato gioco in intercetto e in attacco, spalleggiata da una Hena Kurtagic determinante a muro.

Un’altra musica per Lavarini e l’errore dal servizio delle pantere

A fare la differenza, oltre alla prestazione stratosferica dell’ex di turno, è stato l’approccio mentale delle lombarde. A differenza di gara 2, dove la tensione aveva paralizzato la manovra, questa volta Milano ha giocato con una fluidità sorprendente. Il muro-difesa ha retto l’urto delle bocche da fuoco venete, e la regia di Bosio ha saputo variare il gioco al momento giusto. Dall’altra parte della rete, coach Santarelli ha visto la sua squadra incappare in un problema ricorrente in questa stagione: i troppi errori al servizio. Ben 17 errori dai nove metri, un’emorragia che ha impedito a Conegliano di mettere quella pressione costante che solitamente è il suo marchio di fabbrica. Isabelle Haak, l’opposta svedese, ha provato a tenere a galla le sue con 27 punti, ma è apparsa spesso isolata rispetto al collettivo milanese, che ha dimostrato una compattezza difensiva esemplare grazie anche agli interventi di Fersino.

Il tabellino di gara 3 e l’orizzonte di gara 4

La cronaca dei parziali (20-25, 25-20, 28-30, 20-25) racconta di una battaglia lunga 109 minuti, giocata davanti a 5.344 spettatori che hanno riempito il Palaverde. La svolta, come spesso accade nelle finali, è arrivata nel lungo terzo set dove Milano ha mostrato una resilienza che forse in molti non si aspettavano. Adesso la serie si sposta sotto la Madonnina: gara 4 è in programma mercoledì 22 aprile. Conegliano resta avanti 2-1, ma l’inerzia è cambiata. La paura non è più solo delle milanesi, perché le venete sanno bene che tornare al Palaverde per un’eventuale gara 5, dopo aver sprecato il primo match point utile, significherebbe giocarsi tutto in un ambiente che da amico potrebbe diventare rovente di pressione.

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