Raid russi su Zaporizhzhia, 23 morti tra cui quattro bambini
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Redazione Esteri
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I raid russi su Zaporizhzhia hanno provocato almeno 23 morti, tra cui quattro bambini, secondo il bilancio aggiornato domenica 11 ottobre dalle autorità ucraine. L'attacco, avvenuto sabato mattina nella città dell'Ucraina sudorientale, ha colpito edifici residenziali, provocando crolli e intrappolando numerose persone sotto le macerie. Le operazioni di ricerca hanno impegnato per ore le squadre di emergenza, mentre i bombardamenti russi continuavano a interessare diverse zone del Paese.
Le bombe guidate sulle abitazioni e la ricerca dei superstiti
Le forze russe hanno sganciato cinque bombe aeree guidate sui quartieri abitati della città. Una di queste ha devastato un edificio residenziale di cinque piani, trasformando gli appartamenti in un ammasso di cemento e detriti. I soccorritori hanno lavorato tra strutture pericolanti, automobili distrutte e abitazioni gravemente danneggiate, cercando persone ancora intrappolate. Le ambulanze hanno trasportato i feriti negli ospedali, mentre i vigili del fuoco e le altre unità di emergenza hanno proseguito la rimozione delle macerie. Secondo i primi accertamenti delle autorità locali, i danni hanno interessato almeno 26 edifici residenziali, distribuiti nei quartieri di Shevchenkivskyi e Voznesenivskyi.
Il bilancio della strage si è aggravato progressivamente durante le operazioni di soccorso. Sabato pomeriggio il Servizio statale ucraino per le emergenze aveva confermato 17 vittime e 18 feriti, tra cui alcuni minorenni. Le ricerche hanno successivamente portato alla scoperta di altri corpi. Domenica, dopo la conclusione degli interventi nell'edificio maggiormente colpito, la portavoce dei soccorritori Yuliia Barysheva ha confermato il nuovo numero delle persone uccise. Tra le vittime figura anche Lisa, una bambina di sette anni, la cui morte è stata raccontata nelle testimonianze raccolte dopo il bombardamento. Le immagini diffuse dalla città mostrano operatori impegnati a trasportare corpi coperti da teli bianchi e familiari in attesa di notizie sui propri cari.
Save the Children: cresce il numero dei minori colpiti dalla guerra
La tragedia si inserisce in una fase di crescente pericolo per l'infanzia ucraina. Save the Children ha denunciato un aumento delle vittime minorenni e delle interruzioni della vita quotidiana provocate dagli allarmi aerei. Secondo un'analisi pubblicata dall'organizzazione il primo ottobre, nei tre mesi precedenti erano stati registrati oltre 7.700 allarmi in Ucraina, con un incremento del 27% rispetto al trimestre precedente. Nei soli mesi di luglio e agosto, 310 bambini erano stati uccisi o feriti, il numero più alto registrato in un periodo equivalente negli ultimi quattro anni. L'organizzazione ha documentato anche le conseguenze psicologiche dei bombardamenti, dalle difficoltà nel sonno alla paura provocata dal rumore dei droni.
Una madre di un adolescente residente proprio a Zaporizhzhia ha descritto agli operatori umanitari la tensione provocata dall'avvicinarsi degli ordigni, raccontando la sensazione di dover affrontare la morte ogni volta che un velivolo senza pilota precipita nelle vicinanze. I bombardamenti hanno effetti anche sulle scuole e sulle attività familiari, continuamente interrotte dalla necessità di raggiungere i rifugi. La protezione dei civili e dei minori durante i conflitti armati è prevista dal diritto internazionale umanitario, che vieta gli attacchi deliberati contro la popolazione civile e impone precauzioni per limitarne le conseguenze.
Trump annuncia una tregua energetica, ma la Russia continua a bombardare
La nuova ondata di violenza coincide con un forte scontro diplomatico tra Washington e Kiev. Donald Trump ha annunciato domenica un cessate il fuoco immediato tra Russia e Ucraina limitato agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, sostenendo che entrambe le parti avessero raggiunto un accordo. Volodymyr Zelensky ha però dichiarato ad Axios di non essere stato informato dell'intesa, ribadendo la disponibilità ucraina ad accettare una sospensione reciproca degli attacchi. Secondo la ricostruzione dello stesso giornale americano, Mosca non aveva ancora accettato formalmente la proposta, mentre le forze russe continuavano a colpire impianti elettrici e altre installazioni strategiche.
Lo scontro era iniziato dopo la decisione americana di allentare temporaneamente le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, nel tentativo di contenere l'aumento dei prezzi dei carburanti. Il presidente ucraino ha accusato questa scelta di incoraggiare il Cremlino, collegando politicamente la decisione di Washington al bombardamento delle abitazioni. Trump, invece, ha criticato gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, arrivando a sostenere che Kiev dovrebbe avere un nuovo presidente. In un'intervista alla televisione ABC, Zelensky ha risposto dichiarandosi pronto a organizzare elezioni qualora Vladimir Putin accettasse una tregua generale di 60 giorni, necessaria per consentire lo svolgimento del voto durante la guerra.
Intanto le operazioni militari hanno colpito anche altre città ucraine. Domenica un attacco russo contro un negozio di alimentari a Kharkiv ha provocato tre morti e venti feriti, tra i quali due bambini, secondo le autorità regionali citate da Reuters. Un'altra incursione nell'Ucraina occidentale ha causato ulteriori tre vittime. Sul fronte energetico, Kiev ha denunciato oltre 200 attacchi contro strutture per la produzione di energia elettrica nell'arco di una settimana, oltre a 17 incursioni contro impianti petroliferi e del gas. Tra gli obiettivi colpiti figura anche una centrale destinata alla produzione congiunta di elettricità e calore nella seconda città del Paese.
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