Memoria e giustizia - 50 anni dalla strage di Piazza della Loggia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ieri è stato commemorato il cinquantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, un evento che ha lasciato una ferita profonda nella storia di Brescia. Tra coloro che hanno assistito a quel terribile spettacolo, salvandosi dalla deflagrazione per non più di 120 secondi, c'erano anche decine di persone provenienti da Cremona. Questa informazione è stata resa nota grazie a un piccolo opuscolo realizzato da uno dei protagonisti, Luciano Occhio, originario di Soncino.

La voce della memoria

Durante la commemorazione a Brescia, il Presidente ha ricordato l'importanza della memoria, sottolineando il 50° anniversario della strage di Piazza della Loggia. Ha affermato che chi è stato complice di morte non può identificarsi con lo Stato, ma rappresenta una minaccia per la Repubblica.

Il terrorismo e la sua matrice

Il Presidente ha parlato della matrice fascista dell'attentato del 28 maggio 1974, che ha causato 8 morti e centinaia di feriti. Ha ricordato che la stessa matrice eversiva, lo stesso disegno criminale, era dietro a chi aveva piazzato ordigni o lanciato bombe a Piazza Fontana, a Milano, nel 1969, a Gioia Tauro nel luglio del 1970, a Peteano, nel 1972, alla Questura di Milano nel 1973.

La lotta per la verità

Una mattina del settembre 2009, un articolo di Bresciaoggi annunciava un'udienza del processo per la strage di Piazza della Loggia. Nonostante fossero passati trentacinque anni e fossero stati celebrati numerosi processi, nessuno era stato ancora condannato. Questa notizia ha riacceso l'attenzione sulla strage di Brescia, un evento che, nonostante il tempo trascorso, continua a richiedere giustizia.

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