Il ciclone Ulla flagella ancora il Centro-Sud, ma l’alta pressione è pronta a rimontare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia non ha ancora voltato pagina rispetto all’instabilità atmosferica, nonostante il peggio sembri ormai alle spalle per alcuni settori della penisola. Il vigoroso ciclone afro-mediterraneo, battezzato “Ulla”, continua a esercitare la sua influenza soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, sebbene le mappe bariche indichino un suo progressivo e inesorabile esodo verso levante.

Nelle ultime ore, come riportano i bollettini meteo aggiornati a mercoledì 15 aprile, la fase più acuta del maltempo si è abbattuta con particolare violenza sulla Sicilia. Durante la notte, nubifragi di forte intensità hanno trasformato le strade in torrenti, provocando allagamenti diffusi e seri disagi alla circolazione veicolare. Una situazione analoga, sebbene con dinamiche leggermente diverse, si è verificata poco dopo nel capoluogo sardo; Cagliari è stata colpita da un violento nubifragio che, in circa mezz’ora, ha letteralmente sommerso le arterie cittadine e le zone limitrofe, con i vigili del fuoco costretti a decine di interventi per il soccorso di automobilisti rimasti intrappolati nelle auto inondate dall’acqua.

L’allerta gialla e l’effetto della sabbia sahariana

La Protezione Civile ha prontamente diramato uno stato di allerta meteo di colore giallo su otto regioni, concentrando l’attenzione sui rischi idrogeologici e idraulici su Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Lazio. Quel che rende questo fenomeno particolarmente insidioso, oltre all’intensità delle precipitazioni, è la presenza di un denso pulviscolo sahariano in sospensione. Questo velo di sabbia, che ha tinto di giallo opaco i cieli di Palermo, Reggio Calabria e persino delle aree ioniche, si deposita al suolo mescolandosi all’acqua piovana, dando vita al fenomeno della cosiddetta “pioggia sporca” che sporca ogni superficie scoperta.

Nonostante il vortice sia ancora attivo, soprattutto sulle Isole Maggiori e lungo il versante tirrenico, le correnti mostrano già segnali di cedimento. Le regioni settentrionali, per esempio, godono già di un graduale ma sensibile miglioramento; le nubi lasciano spazio a timide schiarite, segno che l’asse della depressione si sta spostando verso sud-est.

Venti in attenuazione e ultimi rovesci sparsi

Gli ultimi aggiornamenti della modellistica meteorologica confermano che, nel corso delle prossime ore, il ciclone Ulla continuerà la sua marcia allontanandosi definitivamente dal basso Tirreno. Le intense raffiche di scirocco, che hanno flagellato le coste negli scorsi giorni sollevando onde anche di 5-6 metri, sono in fase di attenuazione. Tuttavia, prima di lasciare completamente la scena, il ciclone regalerà ancora qualche scroscio intenso: le aree maggiormente esposte restano la Calabria ionica, la Sicilia orientale e, a tratti, la Puglia meridionale, dove si prevedono rovesci a carattere di temporale nel pomeriggio.

Le temperature, intanto, hanno subito un flessione, riportandosi su valori più consoni al periodo primaverile dopo i picchi quasi estivi dei giorni scorsi. Non si tratta però di un calo brusco, ma di una graduale normalizzazione termica che accompagna il cambio di circolazione.

La svolta meteorologica: rimonta dell’anticiclone

Il vero cambio di scenario, e lo si legge chiaramente nelle proiezioni dei centri di calcolo, è dietro l’angolo. Con lo spostamento del vortice verso la Grecia e il Mediterraneo orientale, un promontorio di alta pressione subtropicale inizierà a rimontare deciso dal Nord Africa. Questo anticiclone, destinato a espandersi nei prossimi giorni, spazzerà via definitivamente le nubi residue, riportando il sole su gran parte dello stivale già a partire da giovedì 16 aprile.

Dunque, se oggi la situazione è ancora ballerina – con l’ombrello assolutamente necessario al Centro-Sud – il fine settimana si preannuncia all’insegna della stabilità e di un clima decisamente più mite. L’instabilità lascerà il posto a cieli sereni e temperature in rialzo, sancendo la fine di questa lunga fase perturbata che ha messo a dura prova, soprattutto, la viabilità delle aree tirreniche e della Sicilia occidentale.

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