Il ciclone Erminio flagella il centro-sud, allerta rossa in Abruzzo e Molise

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tempesta, la terza in appena due settimane a interessare il bacino del Mediterraneo, si è abbattuta con particolare violenza sulle regioni adriatiche, dove i modelli previsionali – aggiornati in tempo reale dai centri di monitoraggio – indicano accumuli eccezionali per il periodo. La massa d’aria polare marittima, riversandosi sui mari intorno alla Penisola, ha innescato un marcato e repentino calo delle temperature, alimentando una circolazione ciclonica destinata ad approfondirsi ulteriormente nel corso delle prossime ore tra la Sicilia e il Mar Ionio. È questo, in estrema sintesi, il quadro che accompagna il passaggio di Erminio, il cui nome si aggiunge a quello di Samuel e Deborah nella sequenza di perturbazioni che hanno chiuso il mese di marzo.

Piogge, neve a quote collinari e venti di burrasca

Le criticità maggiori, al momento, si concentrano lungo la fascia che va dall’Abruzzo alla Puglia, con un’attenzione specifica per i territori di Molise e delle province settentrionali della Puglia. Qui, nelle prossime trentasei ore, le precipitazioni previste andranno a sommarsi a cumulate già rilevanti di pioggia, mentre sull’Appennino centrale la neve fresca – un evento definito eccezionale dagli esperti per l’inizio di aprile – potrebbe superare il metro di altezza oltre i mille metri di altitudine. Il fenomeno, alimentato dal continuo richiamo di umidità, assume carattere di persistenza anche a quote collinari, dove sono attesi fiocchi misti a pioggia in un contesto termico che fatica a rialzarsi.

Allerta rossa ed evacuazioni nel basso Molise

La risposta della protezione civile non si è fatta attendere, con l’emissione di un’allerta rossa per l’Abruzzo che ha mobilitato i sindaci dei comuni più esposti. Nel basso Molise, nello specifico, si è reso necessario procedere ad alcune evacuazioni preventive, mentre sulla viabilità si registrano le prime ripercussioni: il casello autostradale di Termoli, per ragioni di sicurezza legate al vento e al possibile esondazione di corsi d’acqua minori, è stato temporaneamente chiuso al traffico. Le amministrazioni locali, coadiuvate dalle prefetture, hanno attivato i centri operativi comunali per monitorare la piena dei torrenti e la tenuta delle infrastrutture.

Lo spostamento lento verso la Grecia

La dinamica evolutiva del ciclone, stando alle ultime rilevazioni, si mantiene lenta: Erminio permarrà ancora a lungo sul settore ionico, con il suo centro di bassa pressione che soltanto nella giornata di venerdì 3 aprile inizierà a scivolare definitivamente verso la penisola balcanica. Sarà solo a quel punto, con il sistema perturbato che si allontanerà verso la Grecia, che si potrà assistere a un graduale miglioramento. Il vento, uno degli elementi più intensi di questa fase, continuerà a soffiare da settentrione con raffiche di burrasca o tempesta sui mari circostanti e lungo le coste esposte delle regioni centro-meridionali, per poi attenuarsi soltanto nella seconda parte del fine settimana.

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