L’allerta rossa non cede, l’Abruzzo resta blindato mentre il maltempo flagella anche Molise e Puglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La giornata di giovedì 2 aprile si apre con una conferma che, per gli abitanti delle regioni adriatiche, suona come un bollettino di guerra: l’allerta rossa meteo-idro resterà in vigore per l’intera giornata su Abruzzo, Molise e Puglia. È quanto stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, che ha dato corso all’avviso di condizioni meteorologiche avverse n. 26032, estensione del precedente protocollo n. 26031. Una decisione, quella di mantenere il massimo livello di criticità, che arriva dopo ore di precipitazioni incessanti e una situazione idrogeologica già compromessa sul campo.

L’Abruzzo, in particolare, si trova al centro di una fase meteo che non mostra segni di cedimento. Il Centro funzionale regionale, aggiornando costantemente i dati provenienti dalle stazioni sul territorio, ha riconfermato lo stato di allerta rossa sia per rischio idrogeologico localizzato sia per rischio idraulico. Se l’intera regione resta sotto osservazione, è nella provincia di Chieti che la pressione si fa più intensa, con i corsi d’acqua monitorati ora per ora. Non va meglio nel Teramano, dove le precipitazioni, attese in intensificazione nel corso delle prossime ore, potrebbero ulteriormente aggravare un quadro già segnato da smottamenti e allagamenti.

Il maltempo, però, non si accanisce soltanto sull’Abruzzo. L’ondata di stampo invernale, caratterizzata da piogge battenti, vento forte e persino neve a bassa quota, sta sferzando con violenza anche il Molise, dove l’allerta è arancione ma con situazioni puntuali di grave criticità, e la Puglia, anch’essa parzialmente interessata dal sistema perturbato. A Capracotta, nelle aree interne appenniniche, gli accumuli nevosi hanno già superato il metro, un dato che rende l’idea dell’eccezionalità di questo episodio meteorologico per il periodo.

Tra le conseguenze più pesanti, sul piano infrastrutturale, spicca la sospensione della circolazione sulla linea ferroviaria adriatica. L’esondazione del fiume Osento, infatti, ha spezzato di fatto il collegamento tra Nord e Sud del Paese, isolando temporaneamente intere porzioni di territorio. I disagi alla viabilità si moltiplicano lungo la statale e le strade provinciali, dove squadre di tecnici e mezzi spazzaneve lavorano senza sosta per ripristinare il transito, spesso ostacolati da alberi caduti e smottamenti.

Interventi in corso e gestione dell’emergenza

L’ondata di emergenza ha mobilitato in maniera massiccia i mezzi di soccorso. Nelle ultime ventiquattro ore, i vigili del fuoco hanno gestito oltre duecento interventi tra le regioni coinvolte, con operazioni che vanno dalla messa in sicurezza di edifici minacciati dall’acqua al salvataggio di automobilisti rimasti intrappolati nelle auto allagate. Parallelamente, la macchina della protezione civile ha alzato ulteriormente il livello di attenzione: l’unità di crisi nazionale è stata attivata con riunioni operative presiedute dal capo Dipartimento, Fabio Ciciliano, per coordinare le risorse e garantire una risposta tempestiva alle richieste di soccorso che continuano ad affluire dai territori.

Sul fronte dei fiumi, il monitoraggio rimane costante. La piena di alcuni corsi d’acqua minori ha già provocato esondazioni localizzate, mentre gli idrometri dei principali fiumi vengono tenuti sotto osservazione per scongiurare eventuali nuove rotture degli argini. Nelle zone collinari e montane, la neve ha creato ulteriori criticità, isolando alcune frazioni e rendendo difficoltoso l’accesso per i mezzi di soccorso.

Il peso delle precipitazioni e il quadro meteo in evoluzione

La peculiarità di questa ondata di maltempo risiede nella sua natura marcatamente invernale, nonostante il calendario segni ormai l’inizio di aprile. Le nevicate abbondanti, che hanno imbiancato i centri appenninici con accumuli eccezionali, si sono spinte fin verso le quote collinari, un fenomeno che ha colto impreparati molti automobilisti in transito lungo le arterie secondarie. I venti forti, inoltre, stanno contribuendo a mantenere alto il livello di attenzione per possibili mareggiate lungo le coste abruzzesi e pugliesi, con onde che in alcuni tratti hanno già superato il limite di guardia.

La Protezione Civile, attraverso i propri canali ufficiali, continua a diramare aggiornamenti orari invitando la popolazione a limitare gli spostamenti e a prestare massima attenzione nelle zone prossime ai corsi d’acqua o soggette a frana. L’estensione dell’avviso di condizioni meteorologiche avverse fino a coprire l’intera giornata del 2 aprile suggerisce che l’apice del fenomeno potrebbe non essere ancora stato raggiunto, e che le prossime ore saranno decisive per valutare l’evoluzione del quadro idrogeologico.

Le conseguenze sulla viabilità e le infrastrutture

Oltre al già citato stop sulla linea ferroviaria adriatica, interrotto a causa dell’esondazione del fiume Osento, il maltempo ha messo in ginocchio la rete stradale di diversi comuni. Decine di strade provinciali risultano chiuse o percorribili solo con catene a bordo, mentre lungo la statale 16 si registrano code e rallentamenti a causa degli allagamenti della carreggiata. Gli automobilisti in transito sono stati dirottati su percorsi alternativi, con conseguente aumento dei tempi di percorrenza.

Le squadre operative sono al lavoro da ore per ripristinare la viabilità e garantire i collegamenti essenziali, ma la persistenza delle precipitazioni rende gli interventi particolarmente complessi. Nei centri urbani, i sistemi di scolo faticano a smaltire l’enorme quantità d’acqua caduta in poche ore, causando allagamenti in seminterrati e piani stradali. La situazione, al momento, resta in continua evoluzione, con la sala operativa della protezione civile che smista le richieste di intervento man mano che giungono dai sindaci dei comuni colpiti.

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