Nuovo San Siro, il Tar respinge tutti i ricorsi: via libera alla vendita a Inter e Milan
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Redazione Sport
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Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia ha respinto i cinque ricorsi presentati contro la vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti dal Comune di Milano a Inter e Milan. La decisione, che ha riunito tutti i procedimenti in un'unica sentenza, rimuove uno degli ostacoli giudiziari che avevano rallentato l'iter del progetto per il nuovo impianto destinato a sorgere accanto all'attuale Scala del calcio.
Le motivazioni della sentenza
Secondo quanto si legge nelle motivazioni, quattro ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, mentre uno è stato respinto nel merito. Il collegio presieduto da Stefano Mielli ha accolto l'eccezione sollevata dai legali di Palazzo Marino e dei club, che avevano contestato l'incertezza assoluta sull'identità dei ricorrenti. I giudici hanno rilevato che le istanze, promosse da associazioni e cittadini a partire dal 2022, presentavano una compagine soggettiva non solo variegata e portatrice di interessi non omogenei, ma anche mutata più volte nel corso del giudizio.
Tale indeterminatezza, secondo il Tar, rappresenta un ostacolo alla verifica dei presupposti del ricorso collettivo e comporta la nullità degli atti introduttivi. Per questa ragione, il tribunale non ha neppure analizzato le questioni di merito, che riguardavano la correttezza dell'iter amministrativo seguito dal Comune, la compatibilità della legge Stadi con la Costituzione e l'ordinamento europeo e il vincolo sul secondo anello del Meazza.
Il progetto del nuovo impianto
Il via libera del Tar consente ora a Inter e Milan di proseguire nel cronoprogramma fissato per la realizzazione della nuova struttura. Il progetto, affidato agli studi di architettura guidati da Norman Foster e David Manica, prevede un impianto da 71.500 posti a sedere, con due anelli e oltre 13.000 posti riservati ai settori premium. I rendering ufficiali dovrebbero essere presentati entro la fine di ottobre. L'obiettivo dei club è avviare i lavori nella seconda metà del 2027, con una durata stimata di circa quattro anni.
La consegna dell'opera è prevista entro il 2031, in tempo per i collaudi che la Uefa dovrà effettuare in vista degli Europei di calcio del 2032, che l'Italia ospiterà insieme alla Turchia.
La trasformazione dell'area e il futuro del Meazza
Il piano di riqualificazione non riguarda soltanto la costruzione del nuovo stadio, ma si estende all'intera area circostante, per una superficie complessiva che supera i 160.000 metri quadrati. Il progetto prevede la realizzazione di uffici, un hotel di fascia alta, negozi, ristoranti e il museo condiviso da Inter e Milan. Il vecchio Meazza, invece, resterà in piedi finché il nuovo impianto non sarà pronto e le due squadre potranno continuare a giocarci.
Solo in una fase successiva, tra il 2031 e il 2032, inizieranno la demolizione quasi totale della Scala del calcio e la rifunzionalizzazione dell'area, con la conservazione di una porzione del secondo anello e della tribuna arancione. I lavori di trasformazione dell'intero comparto dovrebbero concludersi entro il 2035.
Le reazioni e i prossimi passaggi
La Giunta comunale ha accolto con soddisfazione la pronuncia del tribunale amministrativo, definendo regolare la procedura di vendita. Il Comitato Sì Meazza, una delle associazioni che aveva presentato ricorso, ha annunciato l'intenzione di rivolgersi al Consiglio di Stato. Inter e Milan, dal canto loro, non hanno rilasciato commenti ufficiali, ma hanno confermato il cronoprogramma già stabilito.
Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha dichiarato che il nuovo stadio si farà, ricordando che la delibera che prevede l'avvio dell'iter è già stata approvata in consiglio comunale e che la valutazione ambientale strategica è stata depositata.
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