Mattarella operato al cuore: impiantato un pacemaker, le condizioni sono buone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato sottoposto ieri sera a un intervento chirurgico per l’impianto di un pacemaker presso l’ospedale Santo Spirito di Roma, dove è attualmente ricoverato nel reparto di Cardiologia. L’operazione, definita "riuscita" dalle fonti ufficiali, rientrava in un programma già stabilito e non ha destato allarme, tanto che lo stesso Mattarella aveva proseguito regolarmente i suoi impegni istituzionali fino a poche ore prima del ricovero, ricevendo anche il presidente del Montenegro.

Le sue condizioni, monitorate con attenzione, non lasciano spazio a preoccupazioni: la notte è trascorsa senza complicazioni, e le dimissioni potrebbero avvenire già nella serata di oggi o, al massimo, domani. Un punto stampa è previsto in mattinata per aggiornare sullo stato di salute del capo dello Stato, che ha 83 anni e ha affrontato l’intervento per correggere una bradicardia, un disturbo caratterizzato da un ritmo cardiaco più lento del normale.

Achille Gaspardone, primario cardiologo del Sant’Eugenio di Roma, ha spiegato che il pacemaker è "un dispositivo utilizzato quando il battito è irregolare, troppo lento o troppo veloce", sottolineando come, dopo l’impianto, la qualità della vita del paziente tenda a migliorare sensibilmente. Le rassicurazioni giunte dal Quirinale hanno trovato eco anche tra le istituzioni, con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha voluto esprimere vicinanza a Mattarella attraverso un messaggio affettuoso: "Il Veneto è con il Presidente – ha detto –. Gli rivolgiamo un grande abbraccio e l’augurio più sincero di una pronta guarigione".

L’episodio, seppur di routine, riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione cardiologica, soprattutto in età avanzata. Quella di Mattarella non è una situazione isolata: molti pazienti, dopo l’impianto del dispositivo, tornano a una vita del tutto normale, senza limitazioni significative. Le procedure mediche, quando pianificate con anticipo, riducono al minimo i rischi, come dimostrato anche in questo caso.

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