Reyer-Brescia 74-89, l’orogranata si ferma al palo: la Germani vola in vetta
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Redazione Sport
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Nel grande appuntamento del sabato di serie A, quello che avrebbe dovuto rappresentare un crocevia per il secondo posto, l’Umana Reyer Venezia si è invece infranta contro la solidità della Germani Brescia. Il 74-89 finale al Taliercio non solo certifica un doppio ko interno nel confronto diretto dopo il 104-93 dell’andata, ma allontana definitivamente i lagunari dalla corsa per la testa della classifica, consegnando per il momento la vetta solitaria ai lombardi in attesa degli altri risultati del turno. A fare la differenza, in una partita dal peso specifico evidente, è stata la maggiore duttilità e profondità del roster ospite, capace di sopperire con successo alla serata storta di alcuni dei suoi uomini di punta.
A risultare indigesta per Venezia, ancora una volta, è la capacità di Brescia di cambiare volto e ritmo nei momenti cruciali. La Reyer, reduce dal blitz di Bologna, era partita con il piglio giusto toccando anche il +9 nel corso del secondo quarto (33-24) e poi ancora sul 54-45 nella ripresa, ma in entrambe le circostanze i tentativi di fuga sono stati puntualmente annullati dal time out di coach Cotelli. Il vero crollo, tuttavia, è maturato nell’ultimo quarto, vinto dai bresciani con un secco 24. In quella fase, con Della Valle e Ndour costretti in panchina per falli e Bilan fuori dal match per scelta tecnica, Brescia ha schierato un quintetto atipico (con Mobio e Rivers) che ha letteralmente sbriciolato la difesa orogranata.
Se Venezia ha dovuto fare i conti con l’uscita di scena anticipata dei suoi due principali terminali offensivi—Della Valle, tenuto a soli 14 minuti e 4 punti dai falli, e Bilan, poco incisivo nonostante gli 11 punti—Brescia ha trovato un sostituto di lusso nel ruolo di leader. Jason Burnell ha firmato una prestazione da 28 punti (con 9/17 al tiro), supportato alla grande da un preciso Nikola Ivanovic, autore di triple pesantissime nel momento decisivo. Dall’altra parte, la Reyer ha pagato a carissimo prezzo un blackout offensivo nel secondo tempo: dopo i 46 punti della prima metà, ne sono arrivati solo 28 nella ripresa, con un misero 1/15 da tre punti e 16 palle perse complessive che hanno spezzato ogni tentativo di reazione.
Il crollo offensivo nel secondo tempo e il primato di Reggio Emilia
La partita ha evidenziato un divario netto nella gestione delle energie e della pressione. Mentre Brescia, guidata da un Burnell semplicemente immarcabile per Parks e per tutta la retroguardia veneziana, saliva di colpi, Venezia perdeva lucidità. A nulla sono serviti i 16 punti di Cole o i tentativi di Bowman, perché il gioco corale della squadra di Spahija si è arenato di fronte alla fisicità di Rivers e alla pressione difensiva ospite. Per trovare una prestazione cosi magra in attacco per Venezia, che viaggia a oltre 90 punti di media, bisognava risalire addirittura allo scorso gennaio.
Negli altri anticipi della 26ª giornata, da segnalare il successo netto della Unahotels Reggio Emilia contro la Vanoli Cremona. Al PalaBigi è finita 96-78 per i padroni di casa, che hanno così ottenuto l’ottava vittoria nel girone di ritorno: un dato che nessun’altra squadra del massimo campionato ha saputo eguagliare. Reggio ha dominato sin dall’inizio, supportata da un superbo Caupain (20 punti) e da un Echenique straripante in area (19 punti e 3 stoppate), allungando fino al +29 prima di gestire il finale. Per Cremona, invece, la situazione in ottica playoff si fa sempre più complicata a quattro giornate dalla fine.
L’analisi tattica: la scommessa vincente di Cotelli
Tornando al big match del Taliercio, il dato più interessante dal punto di vista tecnico è stata la gestione del quintetto da parte di coach Cotelli. Con i tre lunghi principali (Bilan, Ndour, Della Valle) frenati dai falli o in palese difficoltà, l’allenatore bresciano ha avuto il coraggio di lasciare in campo a lungo il quintetto “piccolo”. Una scelta, quella di rinunciare a Bilan nell’intero quarto periodo, che si è rivelata vincente perché ha aumentato la mobilità difensiva e aperto spazi per i tiratori. La Reyer, al contrario, non è riuscita a trovare la stessa energia dalla panchina: Wiltjier ha chiuso con soli 4 punti (ben lontano dalla media di 14), e il nuovo arrivato Ward è stato utilizzato per soli 3 minuti.
In conclusione, la serata consegna un verdetto chiaro: Brescia si conferma squadra matura, capace di vincere anche quando i suoi migliori interpreti sono fuori partita, sfruttando l’energia di chi subentra come Burnell e Ivanovic. Per Venezia, invece, si tratta di un’occasione persa non solo per il primato ma anche per il discorso secondo posto. La squadra di Spahija dovrà guardarsi alle spalle da Milano, ora più vicina, mentre i sogni di gloria si spostano inevitabilmente verso la lotta per un piazzamento nelle prime quattro.
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