Strage del bus a Mestre, l'azienda si difende: «Il mezzo era nuovo e funzionante»
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Redazione Interno
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L'azienda La Linea Spa, attraverso il suo avvocato Massimo Malipiero, ha respinto l'ipotesi di un guasto tecnico al bus Yutong E-12 con propulsione elettrica, entrato nella flotta dell'azienda solo un anno fa. Secondo l'azienda, il bus era un mezzo ad alta tecnologia e risultava privo di alcuna anomalia, perfettamente efficiente e funzionante.
Il 3 ottobre, il bus è caduto dai dieci metri del cavalcavia superiore di Marghera, causando la morte di 21 persone, tra cui l'autista trevigiano Alberto Rizzotto, 40 anni, e ferendo 15 persone, alcune delle quali sono ancora in condizioni molto gravi in ospedale.
Le prime indiscrezioni dell'autopsia effettuata a Padova sul corpo di Alberto Rizzotto sembrerebbero escludere il malore del conducente. Il suo cuore risulterebbe sano a un esame macroscopico e tra l'altro anche dirigenti e colleghi hanno sempre sostenuto che Rizzotto superava senza problemi le regolari visite.
Dopo la tragedia, è arrivato il tempo delle indagini tecniche e anche dei primi scontri legali. Tuttavia, non ci sono ancora certezze.




