Matteoli sfiora la storia, il Big Air è regno del Sol Levante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di Livigno, col suo manto nevoso illuminato dai riflettori olimpici, ha scritto un capitolo di storia per lo snowboard mondiale, mentre per l'Italia ha consegnato una prestazione di altissimo rango, sebbene priva del sigillo di una medaglia. Ian Matteoli, il ventenne piemontese che nella qualificazione aveva stupito tutti piazzandosi secondo, ha vissuto una finale a fasi alterne, un concentrato di emozioni forti dove la delusione per un inizio inceppato si è mescolata all'orgoglio per una riscossa quasi miracolosa. Dopo un primo salto decisamente sottotono, che gli è valso un punteggio troppo basso per essere considerato, il rider valsusino ha infatti dimostrato un carattere e una freddezza non comuni, rimontando con due esecuzioni di grande qualità e portandosi, seppur per breve tempo, in terza posizione. Quella condizione, che lo proiettava a un passo dal podio, ha generato un'attesa carica di speranza, durata finché gli ultimi atleti in gara non hanno completato i loro tentativi.

L'attesa snervante e il verdetto dei numeri

Quell'attesa, come spesso accade nelle gare di snowboard dove l'ordine di partenza può ribaltare le sorti in un istante, è stata il preludio a una graduale discesa in classifica. Matteoli, fermo a 162.50 punti, ha dovuto osservare lo svolgimento delle run finali dei principali favoriti, molti dei quali, contro ogni previsione, non sono riusciti a reggere la pressione della finalissima a cinque cerchi. Anche i due big nipponici, che pure avevano dominato le fasi precedenti, hanno inciampato in errori inattesi, aprendo scenari fino a quel momento impensabili. Alla fine, tuttavia, il totale dell'italiano non è bastato per resistere all'assalto degli ultimi in pista, e il quinto posto finale, se da un lato rappresenta il miglior piazzamento italiano di sempre in una finale olimpica di Big Air, dall'altro ha il retrogusto amaro di un'occasione mancata per soli sei punti.

Il dominio asiatico e il trionfo di Kimura

La gara, al di là della personale avventura di Matteoli, ha consacrato il predominio tecnico dei rider asiatici in questa specialità, con il Giappone che ha realizzato una doppietta storica. A vincere l'oro è stato Kira Kimura, autore di una prova superba e coerente che gli è valsa 179.50 punti, staccando di otto lunghezze il connazionale Ryoma Kimata, argento con 171.50. A completare un podio interamente orientale è stato il cinese Yiming Su, bronzo con 168.50 punti. Questo risultato, sebbene atteso dagli addetti ai lavori, sottolinea una volta di più la preparazione meticolosa e la capacità di performance sotto pressione di queste squadre, capaci di monopolizzare i tre gradini più alti nonostante gli intoppi di alcuni dei loro atleti più acclamati.

Uno sguardo oltre il risultato

La prestazione di Ian Matteoli, se analizzata al di là della fredda classifica, assume comunque i contorni di un evento significativo per lo snowboard italiano nel panorama freestyle. Aver lottato alla pari con i migliori al mondo in un contesto olimpico, aver retto psicologicamente a un errore iniziale e aver prodotto due salti di livello internazionale nella parte centrale della gara sono elementi che delineano il profilo di un atleta maturo e destinato a rimanere nell'élite. Il fatto che il podio sia apparso così vicino, quasi a portata di mano per alcuni minuti carichi di pathos, non fa che confermare come la distanza tra l'Italia e le grandi potenze di questa disciplina si sia ormai ridotta a pochi, decisivi dettagli esecutivi, quelli che in una notte di Livigno hanno fatto la differenza tra la gloria e un onorevole, ma indubbiamente rammaricato, quinto posto.

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