Istat, migliora l’indebitamento ma cresce la pressione fiscale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Nel corso dei primi nove mesi del 2024, l’indebitamento delle pubbliche amministrazioni in relazione al Pil ha mostrato un netto miglioramento. Secondo le stime dell’Istat, il rapporto deficit/Pil è passato dall’8,4% di gennaio al 4,6% di settembre. Questo progresso è ulteriormente confermato dai dati del terzo trimestre, che evidenziano un indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche pari al -2,3%, rispetto al -6,3% dello stesso periodo del 2023.
Il saldo primario, che esclude gli interessi passivi, è tornato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,7%, in netto contrasto con il -2,8% del terzo trimestre del 2023. Anche il saldo corrente ha registrato un miglioramento, attestandosi all’1,9% rispetto all’1,6% dell’anno precedente.
Per quanto riguarda le famiglie, il reddito disponibile è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono aumentati dell’1,6%. Tuttavia, la propensione al risparmio è diminuita, nonostante un trend di crescita tendenziale. Il potere d’acquisto delle famiglie, pur segnando uno sviluppo più contenuto rispetto ai periodi precedenti, risulta in crescita per il settimo trimestre consecutivo.
In sintesi, il quadro dipinto dall’ultimo report dell’Istat mostra un miglioramento significativo del deficit pubblico e una dinamica positiva per redditi e consumi delle famiglie, sebbene la pressione fiscale sia aumentata di quasi un punto percentuale rispetto all’anno scorso.




