La Uif lancia l'allarme: nel 2025 11% di segnalazioni sospette, la criminalità corre sul digitale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La trasformazione digitale, che sta rivoluzionando il sistema finanziario globale, porta con sé, come spesso accade, un rovescio della medaglia fatto di rischi crescenti e nuove vulnerabilità, e le organizzazioni criminali, con una capacità di adattamento che non cessa di sorprendere, hanno già imparato a sfruttare queste innovazioni per i loro scopi illeciti.

A lanciare l'allarme, con dati inconfutabili alla mano, è il direttore dell'Unità di Informazione Finanziaria (Uif), Enzo Serata, che nel presentare la Relazione annuale ha delineato un quadro in cui la criminalità economica cavalca l'onda del digitale, rendendo sempre più arduo il compito delle autorità di controllo e delle forze dell'ordine.

Le cifre parlano chiaro e confermano un trend che gli addetti ai lavori temevano da tempo: nel corso del 2025, la Uif ha ricevuto 162.

059 segnalazioni di operazioni sospette (le cosiddette Sos), un numero che segna un incremento dell'11,5% rispetto all'anno precedente. Un balzo in avanti che non è frutto del caso, ma che è stato trainato in larga parte dall'ingresso di nuovi segnalanti nel sistema, in particolare le banche telematiche, e da una stretta connessione con il proliferare di truffe e frodi informatiche. Proprio questi reati, che nel 2025 hanno generato circa 31.

600 segnalazioni, rappresentano il motore principale di questa crescita esponenziale, fotografando una realtà in cui il denaro sporco viaggia sempre più spesso su binari virtuali e difficilmente tracciabili.

La nuova frontiera del crimine: criptoattività, intelligenza artificiale e frodi

Il cuore del problema, come spiegato da Serata, risiede nell'evoluzione degli strumenti a disposizione dei criminali, che rendono i percorsi del riciclaggio sempre più opachi e complessi da decifrare. L'espansione delle criptoattività, degli Iban virtuali, delle carte di credito digitali e degli Atm non bancari contribuisce a creare una nebbia fitta attorno ai flussi finanziari illeciti, rendendo estremamente difficile, se non impossibile, il recupero delle somme una volta che queste sono state immesse nei canali sbagliati.

Gli schemi che emergono dalle analisi della Uif sono sempre più sofisticati, spesso transnazionali, e coinvolgono rapporti bancari di brevissima durata, un modus operandi pensato appositamente per eludere i tradizionali sistemi di controllo e cancellare le tracce prima ancora che queste possano essere seguite.

Non solo criptovalute. A destare particolare preoccupazione è l'uso sempre più frequente dell'intelligenza artificiale generativa, impiegata per creare documenti di identità falsi e altri certificati necessari per l'apertura di conti correnti a distanza, aggirando così i meccanismi di riconoscimento e i presidi antiriciclaggio. Un fenomeno, questo, che espone gli intermediari finanziari a rischi notevoli, specialmente in quei casi in cui i controlli interni non siano sufficientemente robusti da intercettare documenti contraffatti con tecniche sempre più sofisticate.

Parallelamente, si intensifica l'utilizzo delle criptovalute per finalità che vanno ben oltre il semplice riciclaggio, come nel caso delle transazioni legate allo sfruttamento sessuale dei minori, per le quali nel 2025 sono state inviate 263 segnalazioni, quasi il doppio rispetto all'anno precedente, un dato che la Uif ha definito "preoccupante" e che ha spinto l'Unità a sperimentare strumenti di machine learning per un trattamento dedicato di queste segnalazioni.

Banche e intermediari sotto pressione: il ruolo dei nuovi segnalanti

In questo scenario, il fronte della segnalazione si sta ridefinendo con l'ingresso di nuovi attori, e il settore bancario tradizionale, sebbene continui a essere quello da cui proviene il maggior numero di comunicazioni, registra una flessione percentuale del proprio peso specifico.

Banche e Poste hanno fatto registrare un incremento delle segnalazioni del 26,8% rispetto al 2024, ma l'aumento complessivo è stato sostenuto in maniera decisiva dai nuovi intermediari, in particolare da quelli esteri specializzati nell'attività online che si sono stabiliti di recente in Italia. Questo cambiamento nella composizione dei segnalanti, se da un lato amplia la rete di controllo, dall'altro pone nuove sfide in termini di qualità e tempestività delle informazioni trasmesse.

Le analisi della Uif, infatti, hanno evidenziato come l'evoluzione degli strumenti informatici, pur potenziando le capacità analitiche dei segnalanti, non sempre sia accompagnata da un'adeguata supervisione umana. L'uso di modelli automatici per l'individuazione di anomalie, ha spiegato Serata, può tradursi in segnalazioni parziali, ripetitive o non coerenti con i fatti descritti, generando un rumore di fondo che rischia di intralciare il lavoro degli analisti.

Per questo, l'Unità sta lavorando per migliorare la qualità delle analisi e l'efficienza interna, puntando su strumenti di intelligenza artificiale e classificazione automatica per gestire il volume e la complessità crescenti del flusso segnaletico, ma senza mai perdere di vista la necessità di un intervento umano che sappia valutare il contesto e la coerenza delle informazioni.

Corruzione, appalti e agevolazioni pubbliche: i settori a rischio

Oltre al mondo delle frodi informatiche e delle criptovalute, la lente della Uif si è concentrata anche su altri settori tradizionalmente esposti al rischio di infiltrazioni criminali.

Le segnalazioni direttamente riconducibili alla criminalità organizzata rappresentano circa il 14% del totale, con un interesse persistente e dimostrato per il comparto degli appalti pubblici, quello delle energie rinnovabili e, più in generale, per le agevolazioni pubbliche, dove i fondi statali e europei rappresentano un richiamo irresistibile per chi cerca di riciclare denaro o di appropriarsi indebitamente di risorse.

In questo contesto, le segnalazioni connesse a contesti corruttivi rivelano spesso schemi complessi, pensati per occultare il pagamento di utilità indebite a esponenti politici e funzionari pubblici, attraverso l'interposizione di soggetti legati da rapporti familiari o professionali e il frequente transito dei flussi finanziari su conti esteri.

Un altro schema diffuso, rilevato su scala nazionale, riguarda i mutui garantiti per l'acquisto della prima casa, con dichiarazioni di prezzi di compravendita superiori a quelli effettivamente pattuiti, una pratica che gonfia artificiosamente il valore dell'immobile e consente di ottenere finanziamenti più alti del dovuto, spesso per poi dirottare le somme eccedenti verso canali illeciti.

Le sfide per l'Unità di Informazione Finanziaria sono quindi molteplici e si intrecciano con un contesto geopolitico in continua evoluzione, che richiede un impegno costante e un rinnovamento continuo delle strategie per fronteggiare una criminalità che, come dimostrano i numeri, è già proiettata nel futuro.

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