Ventuno milioni di euro per il mancato sgombero dello Spin Time, il Viminale condannato dal tribunale di Roma
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Redazione Interno
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La vicenda giudiziaria legata allo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, nel cuore del quartiere Esquilino a Roma, ha avuto una svolta definitiva con la sentenza della seconda sezione civile del tribunale di Roma. Il giudice Assunta Canonaco, con una decisione depositata lo scorso 18 dicembre 2025 e solo recentemente notificata, ha condannato il ministero dell'Interno a risarcire la società proprietaria dell'immobile, InvestiRE Sgr nella sua qualità di gestore del Fondo Immobili Pubblici, per una cifra che ammonta a poco più di 21 milioni di euro, cui si aggiungono circa 207mila euro mensili a partire dal primo gennaio 2026 e ulteriori 150mila euro per il mancato guadagno relativo alle sei annualità successive al 2025 -1-4. La vicenda, che si trascina ormai dal lontano 2013 quando i movimenti per la casa occuparono l'edificio, vede dunque il Viminale dover rispondere non tanto dell'occupazione in sé, quanto piuttosto della mancata esecuzione di un provvedimento dell'autorità giudiziaria: il gip di Roma, infatti, il 31 marzo 2020 aveva ordinato il sequestro preventivo dell'immobile, un decreto che non è mai stato materialmente eseguito -1.
Le ragioni della condanna e il principio di immedesimazione organica
La motivazione del tribunale, contenuta in venticinque pagine, chiarisce un principio giuridico di non poco conto: se è vero, come si legge nella sentenza, che l'occupazione illecita e il conseguente reato sono stati posti in essere da soggetti terzi, il danno che ne deriva può e deve essere imputato al ministero dell'Interno per non aver dato tempestiva attuazione al decreto di sequestro -1-4. Il giudice ha ritenuto di dover dare continuità a quell'orientamento del tribunale di Roma secondo cui sussiste la giurisdizione del giudice ordinario quando il danno oggetto della pretesa risarcitoria sia stato provocato dal comportamento materiale con cui la pubblica amministrazione ha omesso di compiere un'attività vincolata, come accade appunto in caso di mancata attuazione di un ordine di sgombero dell'autorità giudiziaria -1. Non rientra, questa, nella discrezionalità della pubblica amministrazione, e dunque il Viminale deve rispondere dell'omessa esecuzione in virtù del principio di immedesimazione organica dei suoi funzionari, in particolare prefetto e questore, essendo le forze di polizia incaricate dell'esecuzione e, sul piano amministrativo, riconducibili al ministero -4.
La presenza politica allo Spin Time e le reazioni degli attivisti
Proprio mentre la notizia della condanna si diffondeva, all'interno dello stesso stabile occupato si teneva l'assemblea nazionale dell'associazione "Compagno è il mondo", nata sulle ceneri di Articolo Uno, alla quale hanno preso parte figure di primo piano della sinistra italiana come l'ex segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema e i deputati Pd Arturo Scotto e Roberto Speranza -2-6. Bersani, intercettato dai cronisti al termine dell'iniziativa, ha voluto sottolineare il valore sociale dell'esperienza dello Spin Time, un valore che a suo dire non può essere disperso, entrando a gamba tesa sull'ipotesi di un eventuale sgombero: paragonare situazioni che non c'entrano nulla, ha detto riferendosi probabilmente ad altre occupazioni, è veramente incredibile -6. Gli attivisti dei movimenti per la casa, dal canto loro, non ci stanno a essere definiti occupanti abusivi passibili di sgombero, e rivendicano con forza il principio che il profitto e il mercato non possano comandare su umanità e accoglienza -6.
La posizione della proprietà e le repliche di Fratelli d'Italia
La società proprietaria, InvestiRE Sgr, che aveva intentato la causa civile per vedere riconosciuto il danno subito, ha sempre sostenuto come la mancata liberazione dell'immobile le abbia precluso la possibilità di destinarlo a iniziative economiche, tant'è che prima dell'occupazione del 2013 era in corso una trattativa per trasformare l'edificio in un albergo che avrebbe dato lavoro a oltre centocinquanta famiglie -5-10. Il fondo immobiliare, va detto, ha sempre rifiutato le ipotesi di acquisto dell'immobile avanzate dal comune di Roma, comprese quelle inserite nel piano casa redatto dalla giunta di Roberto Gualtieri, che pure aveva l'obiettivo di regolarizzare l'occupazione -2-3. Sul fronte politico, la reazione di Fratelli d'Italia non si è fatta attendere: i consiglieri capitolini e la federazione romana del partito hanno parlato di un fatto politico gravissimo, anni di mancati sgomberi coperti e tollerati dal Campidoglio e dal centrosinistra che finiscono per produrre un conto salatissimo sulle spalle dei contribuenti -5.
Il precedente di Milano e il nodo delle occupazioni
Non è la prima volta che il ministero dell'Interno si trova a dover risarcire i proprietari di immobili occupati per via della mancata esecuzione di provvedimenti di sgombero. Un precedente simile, come ricordano alcune ricostruzioni, si era verificato a Milano nel novembre del 2024, quando la Corte d'appello aveva imputato al Viminale il mancato sgombero, protrattosi per venti anni, di un immobile in via Watteau, condannandolo a risarcire tre milioni di euro alla società immobiliare proprietaria -2. In quel caso, il ministero aveva poi chiesto tale somma alle cosiddette mamme antifasciste del Leoncavallo, e non è escluso che si possa seguire la stessa strada anche per lo Spin Time, sebbene al momento non vi siano comunicazioni ufficiali in tal senso. La questione, inevitabilmente, incrocia il tema più ampio delle occupazioni a Roma, città nella quale lo stesso Piantedosi, prima da prefetto e poi da ministro, ha inserito lo Spin Time nell'elenco degli immobili da sgomberare, un piano che però, alla prova dei fatti, si è scontrato con difficoltà oggettive e con la necessità di trovare soluzioni abitative per le oltre quattrocento persone, novanta delle quali minori, che attualmente vivono nello stabile -3-6.
La petizione del mondo della cultura e il gesto del Vaticano
A complicare ulteriormente il quadro, va ricordato che nel corso degli anni si sono succedute numerose iniziative per scongiurare lo sgombero dello stabile, tra cui una petizione firmata da molti nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo: da Marco Bellocchio a Pierfrancesco Favino, da Anna Foglietta a Matteo Garrone, da Alessandro Gassman a Fabrizio Gifuni, da Valeria Golino a Sabina Guzzanti, da Nicola Lagioia a Edoardo Leo, da Mario Martone a Nanni Moretti, oltre all'Associazione 100 Autori, alla Fondazione Piccolo America e all'Agici -1-5. E poi c'è stato, nel maggio del 2019, il gesto del cardinale Konrad Krajewski, allora elemosiniere di papa Francesco, che si calò nella centralina elettrica per ripristinare la corrente dopo che il gruppo Hera l'aveva staccata per morosità, un atto di umanità a tutela delle famiglie, degli anziani e dei minori che vivono nello stabile che assunse immediatamente un forte significato simbolico -2.




