Una papera di De Gea trascina la Fiorentina nel baratro a Reggio Emilia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La crisi viola, ormai cronica e profondamente radicata, ha trovato al Mapei Stadium un'ennesima, imbarazzante conferma contro un Sassuolo solido e opportunista, capace di approfittare di ogni singolo sbandamento degli uomini di Paolo Vanoli. Nonostante il vantaggio iniziale regalato da un calcio di rigore, trasformato con freddezza da Rolando Mandragora già al settimo minuto, la partita è sembrata sfuggire di mano ai gigliati in un tempo solo, nel giro di pochi minuti fatali che hanno esposto, ancora una volta, le gravissime carenze di una squadra allo sbando. La reazione degli emiliani, infatti, è stata immediata e ha avuto il suo epilogo più clamoroso al tredicesimo minuto, quando un tiro a rasoterra di Volpato, dopo aver sfiorato il Corpo di Ranieri, è scivolato in modo inspiegabile sotto il corpo di David De Gea, il quale, nonostante una visuale relativamente libera, non è riuscito a evitare quella che si configura come una papera di proporzioni imbarazzanti.

Il crollo psicologico e il tris del Sassuolo

Quel gol, che ha riportato in parità il risultato, ha agito come un detonatore, minando definitivamente una già fragile sicurezza e aprendo la strada a un crollo psicologico collettivo. La Fiorentina, dopo l'1-1, è sembrata dissolversi, incapace di reagire e di costruire gioco, mostrando una disorganizzazione tattica che ha coinvolto tutti i reparti, dalla difesa all'attacco. Il Sassuolo, al contrario, ha cresciuto la propria influenza in campo, dimostrando una compattezza e una determinazione che sono mancate in modo plateale agli avversari. La partita, di fatto, è stata chiusa nella ripresa, quando i neroverdi hanno prima trovato il vantaggio e poi hanno allungato, siglando il definitivo 3-1 che fotografa in modo crudele la distanza tra le due squadre in questo preciso momento della stagione.

Le amare parole del dirigente viola dopo la débâcle

A certificare la gravità della situazione, al di là del solo risultato, sono arrivate le dure parole del direttore sportivo della Fiorentina, Roberto Goretti, il quale, a caldo, non ha cercato alibi o giustificazioni. "I tifosi hanno risposto ma noi no", ha dichiarato con amarezza, aggiungendo che la squadra "si è dimenticata di venire a Reggio Emilia" e che, in sostanza, non ha mostrato di essere un collettivo unito. Un'autocritica severa, quella del dirigente, che suona come un'ammissione di responsabilità per una prestazione giudicata inaccettabile, dove l'impegno dei sostenitori, che hanno seguito la squadra in trasferta, non è stato minimamente ripagato da una reazione sul campo.

Un campionato che diventa un calvario per i gigliati

Con questa sconfitta, la quinta in campionato, la Fiorentina resta ferma a un bottino misero di soli sei punti, aggrappata all'ultimo posto in classifica in una situazione che, partita dopo partita, assume i contorni di un vero e proprio dramma sportivo. Il Sassuolo, invece, con questa vittoria – la quinta – consolida la sua posizione a centro classifica, salendo a 17 punti e dimostrando di saper gestire con intelligenza le opportunità. Per i viola, al di là delle singole responsabilità come l'errore di De Gea, il problema appare sistemico e riguarda l'identità stessa della squadra, che sembra aver smarrito qualsiasi riferimento tattico e qualsiasi forma di orgoglio, lasciando i propri tifosi in uno stato di frustrazione e di preoccupazione crescente.

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