Il nuovo falconiere della Lazio e le polemiche per i vecchi post: «Non mi rappresentano più»
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Redazione Sport
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La presentazione del nuovo falconiere e dell'aquila che solcherà i cieli dell'Olimpico, un momento che tradizionalmente unisce i tifosi nella celebrazione di un simbolo così carico di storia, è stata questa volta offuscata da un'immediata ondata di polemiche divampate principalmente attraverso i social network. Giacomo Garruto, designato come responsabile del rapace, si è trovato al centro di aspre critiche da parte di una consistente fazione di sostenitori biancocelesti, i quali hanno portato alla luce alcuni suoi interventi risalenti al 2018, caratterizzati da espressioni volgari indirizzate verso il club stesso e da commenti di natura nostalgica, con espliciti riferimenti a Benito Mussolini.
La replica attraverso i social
Di fronte alla rapidità con cui la contestazione si è propagata online, Garruto ha scelto di rispondere con prontezza, utilizzando gli stessi canali che avevano alimentato il caso. Attraverso un post pubblicato sui propri profili social, il direttore del Parco Natura La Selvotta di Formello ha affrontato direttamente la questione, senza tentare di negare l'esistenza di quegli scritti. Ha ammesso, con un tono che rifletteva una certa distanza da quelle posizioni, di aver riletto quei testi e di averne percepito la distonia rispetto al suo attuale modo di essere, un effetto che, come ha sottolineato, capita a molti di riesaminare a distanza di anni propri pensieri giovanili.
Le ragioni di un cambiamento
Nella sua spiegazione, ha articolato le motivazioni di questo suo personale percorso di maturazione, indicando negli eventi fondamentali della vita gli elementi che ne hanno ridefinito la prospettiva. L'arrivo dei figli, l'approfondimento del rapporto con la moglie e la centralità assunta dalla famiglia sono stati descritti come il nuovo fulmineo attorno al quale ruota ora la sua esistenza. A questi fattori privati ha aggiunto anche l'influenza positiva dell'attività lavorativa, che gli avrebbe fornito, stando alle sue parole, una maggiore consapevolezza e un differente modo di guardare alla vita, allontanandolo progressivamente dalle posizioni espresse in passato.
Il contest per il nome dell'aquila
Nel frattempo, procede l'iniziativa lanciata dalla società per coinvolgere i tifosi nell'assegnazione di un nome al rapace, un gesto che mira a rinsaldare il legame con la base sociale. Ai sostenitori è stato dato tempo fino alle ore 17 del sabato per esprimere la propria preferenza, selezionando una tra le sei opzioni proposte: Flaminia, Olympia – in omaggio alla predecessora –, Minerva, Vittoria, Gloria e Cornelia. Una scelta, questa, che cerca di distogliere l'attenzione dalle tensioni recenti per concentrarsi su un rituale che appartiene alla tradizione del club.




