Lazio, ecco la nuova aquila: i tifosi sceglieranno il nome, ma l'ex falconiere contesta
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Redazione Sport
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Dopo un'attesa che si è protratta per quasi un anno, un nuovo rapace tornerà a solcare i cieli dello Stadio Olimpico, ripristinando un rito divenuto iconico per la tribù biancoceleste. L'annuncio, che giunge in un periodo in cui la squadra cerca punti di riferimento al di fuori del campo, è stato ufficializzato ieri pomeriggio con una fotografia scattata presso il centro di allenamento ‘Mirko Fersini’, la quale ritrae il fiero profilo dell'animale. Sebbene in estate si fosse ventilata la possibilità di una presentazione entro la fine di ottobre, un lasso di tempo che avrebbe coinciso con la quarta partita interna della formazione, i termini, seppur ampliati, sono stati sostanzialmente onorati, suggellando un passaggio carico di significato simbolico.
Il contest per i sostenitori
La società ha deciso di coinvolgere direttamente il proprio pubblico nell'assegnazione dell'identità al rapace, lanciando una consultazione attraverso i propri canali digitali affinché siano i tifosi a scegliere il nome dell'erede di Olympia. Questa operazione, che mira a rinsaldare il legame con la base sociale, trasforma un semplice annuncio in un momento di partecipazione collettiva, assegnando ai sostenitori un ruolo attivo nel battezzare colui che, a partire dal 2026, diventerà il volto alato del club prima di ogni incontro casalingo.
Le polemiche dell'ex falconiere
Tuttavia, non tutto procede in modo lineare. All'euforia per il lieto fine di questa vicenda si è immediatamente contrapposta una voce fuori dal coro, quella di Juan Bernabè, il precedente falconiere il cui rapporto di collaborazione con la Lazio si è interrotto all'inizio di quest'anno. Attraverso i suoi profili social, l'esperto ha espresso un netto dissenso, sostenendo con convinzione che l'animale ritratto nella fotografia ufficiale non sia affatto un nuovo esemplare, bensì la stessa Olympia. Una dichiarazione, la sua, che getta un'ombra di dubbio sulla genuinità dell'operato societario e che instaura un curioso paradosso: presentare come nuovo un simbolo che, a parere di chi lo conosceva da vicino, sarebbe invece quello di sempre.
Un simbolo che va oltre il campo
Al di là delle contestazioni, il volo dell'aquila sopra la curva prima del fischio d'inizio è ormai un'apparizione che trascende la sua natura di spettacolo, cristallizzandosi in un'usanza capace di appassionare non soltanto chi indossa i colori della Lazio ma anche semplici appassionati di sport. Quella cerimonia, nella sua solenne brevità, rappresenta un ponte emotivo tra la squadra in erba e il pubblico sugli spalti, un rito di identificazione che, nonostante le polemiche sollevate, si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.




